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Una nuova stagione di mobilitazione per la difesa dei diritti e contro le misure inique che continuano a “spremere” pensionati e lavoratori. I direttivi unitari di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, riuniti questa mattina a Tito Scalo, hanno fatto il punto sui tre grandi temi rivendicativi - non autosufficienza, politiche fiscali e contrattazione territoriale - alla presenza dei sindacati confederali lucani: Alessandro Genovesi per la Cgil,Enrico Gambardella per la Cisl, Carmine Vaccaro per la Uil.

“Lo scenario è oggettivamente complesso – ha denunciato Maria Lorusso, segretaria dello Spi Cgil lucano, anche a nome dei colleghi Vincenzo Pardi (Fnp Cisl) e Mario Capece (Uilp Uil) – ma non possiamo abdicare in merito a questioni che riguardano una vera emergenza. Il blocco delle rivalutazioni delle pensioni e l'aumento della fiscalità nazionale e locale si tradurranno in un vero salasso su chi sta già soffrendo l'erosione progressiva del potere di acquisto. Chiediamo che si valutino le esigenze dei pensionati e delle famiglie meno abbienti, perché ci sia equità nella risposta alla pressione fiscale. Non possono pagare sempre i soliti noti”. I sindacati continueranno a chiedere Tavoli specifici con l'Anci Regionale, allo scopo di discutere sui punti della vertenzialità locale (Irpef, Imu, rette, affitti, trasporti) e far registrare una posizione chiara ai sindaci lucani, in passato poco sensibili a queste tematiche e alla non autosufficienza. 31.000, secondo le stime Inps, i non autosufficienti lucani, con le famiglie gravate da oneri organizzativi ed economici notevoli per supplire alle carenze del pubblico. “Mentre altrove s’istituiscono Fondi Regionali, è stato rimarcato, in Basilicata lo si azzera, evidenziando una scarsa sensibilità da parte delle Istituzioni”. Spi, Fnp e Uilp chiedono invece di mettere la questione sociale e i diritti di cittadinanza al centro dell'agenda politica e che sia approvato in tempi brevi il Piano Regionale integrato della Salute, fermo da tempo in Commissione. Perché le criticità sul piano sanitario sono enormi: dall'emigrazione sanitaria alle liste di attesa (arrivate ad oltre un anno, per alcune patologie), nel contesto di servizi poco efficienti e una razionalizzazione delle strutture sanitarie ancora di là da venire. Il tutto mentre si continua a richiedere ai cittadini il peso dei ticket – soprattutto quelli sulla diagnostica – divenuto insopportabile, in un contesto di povertà dilagante. I sindacati dei pensionati lucani invitano a fare rete, tra di loro e con le associazioni, il volontariato, le cooperative sociali, dandosi come obiettivo un welfare finanziato dalla fiscalità generale, con una logica solidale che veda tassare le grandi ricchezze, i patrimoni e le rendite. Su questi e altri temi, Spi, Fnp e Uilp si riuniranno il 20 giugno, nel corso di una grande mobilitazione nazionale che si terrà in contemporanea a Milano, Bologna e Bari.

Carmine Vaccaro, a nome dei sindacati confederali lucani, ha chiesto di tagliare gli sprechi e i costi della politica per redistribuire le risorse in maniera solidale, alla vigilia di una fase in cui occorrerà ragionare su risorse comunitarie, fondi Fas e fondi del petrolio per poter dar vita ad un Piano per il lavoro. Loreno Coli, segretario organizzativo nazionale della Fnp Cisl, nel chiudere i lavori ha fatto infine una panoramica sul sistema Italia “malato e con troppi livelli istituzionali”, avvertendo che l’Imu può avere un impatto devastante sui più deboli e chiedendo meno pressione fiscale perché, altrimenti, ci si attorciglierà in una spirale recessiva senza fine.