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Il Mezzogiorno finalmente torna ad essere assunto come tema generale del Paese. Una soddisfazione doppia per noi che già alcuni mesi fa abbiamo immaginato di focalizzare - la Terza edizione della Festa della CGIL che si svolgerà il 5 e 6 settembre in Piazza Don Bosco a Potenza – sulle politiche necessarie e indispensabili per il Mezzogiorno. Abbiamo deciso di far diventare il nostro annuale appuntamento un focus nazionale sul SUD. Ricordo che saranno con noi in quei due giorni Susanna CAMUSSO, Riccardo NENCINI, e i presidenti delle regioni del Mezzogiorno oltre che gli amministratori delegati di FS e ANAS e l'illustre professor Gianfranco VIESTI.

L'obiettivo che ci siamo posti già da aprile è quello di riaprire il laboratorio del Mezzogiorno partendo da Potenza e dalla Basilicata. Vogliamo dare linfa a una sorta di laboratorio tra regioni e istituzioni per stimolare una piattaforma di scambio e di diritti. Alla luce del dibattito riesploso sul Sud d'Italia, tocca a noi oggi, a partire dalle classi dirigenti, avanzare proposte concrete e soprattutto affinché il Governo metta il mezzogiorno al centro delle politiche nazionali , assumendo la questione del GAP strutturale che c'è tra il SUD ed il resto del Paese.

Perchè non c'è dubbio che parlare di Mezzogiorno, oggi, vuol dire declinare la crisi economica e sociale in tutte le sue sfaccettature. Ma serve un confronto serio e operativo. Non basta dire: il SUD è in difficoltà. È arrivato il momento di pensionare i professionisti dello sviluppo e dell'utilizzo dei fondi comunitari. Studiosi spesso lontano dal SUD che progettano e utilizzano le risorse economiche pubbliche per rotonde ed inutili piazze e fontane solo per poter dire di aver utilizzato i fondi europei. Un fallimento nell'uso dell utilizzo dei Fondi Europei negli ultimi 10 anni su cui bisogna riflettere ed evitare di commettere gli stessi errori del passato. La verità è che le politiche per ridurre il divario endogeno del nostro Paese, quelle messe in campo negli ultimi 20 anni sono fallite. Ed anche su questo non serve un coro delle solo rivendicazioni: occorre una iniziare da una seria autocritica anche da parte delle classi dirigenti meridionali per inserire questa situazione è far ripartire il SUD.

C'è bisogno di una strategia di sviluppo che possa invertire una situazione sempre più drammatica per il SUD e per la Basilicata.

Come anche occorre che la classe dirigente meridionale assuma la questione del Mezzogiorno in una ottica diversa e sinergica tra le Regioni del SUD per valorizzare le aree metropolitane e connetterle con il resto delle aree interne. Lo dicevamo allora e lo ribadiamo oggi che il tema di una nuova “Questione meridionale” è stato riscoperto quasi per incanto da tutti. E' accaduto che tutti si sono ricordati che il Sud esiste dopo la fotografia impietosa resa dalla Svimez. Il presidente del Consiglio, RENZI ha addirittura convocato una Direzione del Pd per parlare del Mezzogiorno.

Ben venga comunque che il tema venga rilanciato. Ma ci auguriamo che non diventi solo una moda estiva del momento per poi dimenticarsene di nuovo a settembre.

Perchè i problemi ci sono e resteranno amplificandosi ancora se non si ragionerà scientificamente sulle soluzioni. Perchè la verità, per citare la notra segretaria CAMUSSO è che “Bisognerebbe essere coscienti che o si chiude la forbice tra NORD e SUD o annunciare l’uscita dalla crisi è una finzione”.

Per noi la via maestra è quella di aprire una una vera e propria vertenza Sud. Partendo dal piano del lavoro come scelta strategica che punti a un piano di investimenti pubblici che punti alla costruzione di una rete dei servizi che rafforzi quella infrastrutturale e sociale essenziale per creare quell'area di servizi e cultura.

In ogni caso crediamo che l'appuntamento della CGIL del 5 e 6 settembre possa diventare ancora di più un occasione da non sprecare. Confidiamo anche nell'impegno del presidente della Regione PITTELLA che sull'onda delle ultime iniziative nazionali e meridionali (a partire dal cartello con le altre regioni contro le estrazioni offshore) per far diventare “Laboratorio Sud” una opportunità di rilancio e di approfondimento comune per il bene di tutti, della Basilicata, della classe dirigente locale e per l'intero Meridione. Non perdiamo questa ennesima occasione. Non ora. Non più.

Angelo Summa

Segretario generale Cgil Basilicata