Perché siamo qui...
Da tempo come Cgil Basilicata denunciamo il numero impressionante di giovani, donne, over 50 lucani coinvolti in quella che gli economisti chiamano una “trappola di sottosviluppo”; denunciamo come in diversi ambiti del lavoro migrante (in particolare nell'agricoltura e nei servizi di cura alla persona) dietro l'economia sommersa vi sia non solo sfruttamento, ma caporalato, delinquenza; denunciamo come nella crisi la tentazione a “sommergere” ulteriori parti del tessuto produttivo lucano, a partire dal terziario e dall'edilizia, tende ad aumentare, impoverendo tutti noi.
E da tempo abbiamo avanzato proposte specifiche, praticato un modello di “sindacato di strada” che, con la sperimentazione delle liste di prenotazione in agricoltura l'anno appena passato, ha dimostrato che combattere il lavoro nero, aiutare le imprese ad emergere e qualificarsi, scommettere sulla qualità è possibile e vantaggioso.
Purtroppo però ad un anno dalla presentazione, da parte della Giunta Regionale e da parte del Presidente della Regione, una buona proposta di legge, frutto del confronto prima tra le forze sociali e poi all'interno delle commissioni regionali competenti, giace in attesa di essere approvata dal Consiglio Regionale (DDL “Disposizioni per il contrasto al lavoro irregolare” - DGR 20 marzo 2014, approvata con parere favorevole dalla Quarta Commissione del Consiglio Regionale in data 16 Ottobre 2014).
Il motivo?
Non si trovano alcune centinaia di migliaia di euro per dare una prima sostanza e concretezza alle misure lì previste. Eppure la Giunta, quando vuole, riesce a trovare risorse per questa o quella “misura ultra specifica”, per questo o quell'intervento, per decine di consulenze che tutte insieme valgono diversi milioni di Euro, più dal sapore clientelare che non perché utili all'interesse generale.
E nonostante che la stessa Giunta, in più di un'occasione, si era impegnata con le forze sociali a finanziare la legge contro il lavoro nero, prima con un milione di euro, poi con 500 mila euro, ora... non si sa.
Infine è da sottolineare come questa sarebbe una legge che potrebbe, nel tempo, autofinanziarsi da sola, con l'emersione dei tributi fiscali locali e nazionali, oltre che favorire una qualificazione più generale del nostro sistema produttivo. Non lo diciamo noi, ma tutti i principali studi ed i principali economisti che si sono cimentati sull'argomento.
Per queste ragioni, presentiamo oggi un nuovo Rapporto sull'economia sommersa in Basilicata.
Per ricordare a chi si era preso impegni precisi che è ora il momento di rispettarli.
Per ricordare a tutti che, come dimostra il caso della sperimentazione delle liste di attesa in agricoltura nel 2014, se tutti i soggetti collaborano è possibile sconfiggere il lavoro nero.
Per mettere il lavoro, la sua qualità, la dignità dei lavoratori e degli imprenditori per bene e leali, che sono tanti, al primo posto nell'agenda politica lucana.
Tabella 1
Dimensione del lavoro nero
in Basilicata nel 2011 e nel 2014**
| 2011 | 2014 | ||
| Totale unità di lavoro non regolari | 49900 | 49550 | (-) 450 |
| Totale persone teoriche * | 53000 | 52300 | (-) 700 |
| Di cui persone teoriche in Agricoltura * | 5900 | 4400 | (-) 1500 |
| Di cui persone teoriche nell’industria, artigianato e simili* | 17200 | 17550 | (+) 350 |
| Di cui persone teoriche nelle costruzioni* | 5500 | 4970 | (-) 530 |
| Di cui persone teoriche nei servizi* | 24400 | 25380 | (+) 980 |
* La traduzione da Unità di Lavoro equivalenti in persone “teoriche” - trasformando FTE (full time equivalent) in “teste” - è stata calcolata attraverso la ponderazione degli orari annuali standard tratti dal repertorio CNEL, dai versamenti orari presso l’INPS di prestazioni equivalenti svolte regolarmente e proiettate sulle principali professioni individuate dal repertorio ISFOL. Margine di errore, computato discrezionalmente sull’andamento delle attività agricole, edili e della grande distribuzione, come rilevate dagli osservatori di settore, anno 2013, del 6,4% (oscillazione stagionale compresa).
** La stima per il 2014, si basa su dati rilevati dal Sistema Conti Nazionali fino a giugno e su simulazioni previsionali legate alle proiezioni del Prodotto Interno Lordo, nazionale e regionale.
Nota: il dato, in linea con le tendenze nazionali osservate nel triennio 2011/2013, sembrerebbe indicare una riduzione delle unità di lavoro impiegate nell'economia sommersa a causa di una molteplicità di fenomeni: se da un lato possono infatti aver agito indirettamente alcune misure volte a favorire le assunzioni regolari (credito di imposta, incentivi mirati) agendo su persone formalmente disoccupate, dall'altra si evidenzia come la crisi potrebbe aver spinto “fuori mercato” anche alcune imprese “de facto”, nonostante il ricorso a lavoro irregolare (in particolare nel settore edile).
Interessante è inoltre la crescita del lavoro irregolare nel terziario che, in particolare in Basilicata, sembra concentrarsi su alcuni specifici settori (ristorazione e servizi turistici).
Tabella 2
Tassi di irregolarità (percentuale dei lavoratori irregolari sul totale dei lavoratori) nel Mezzogiorno e in Basilicata nel 2013
| Nel Sud Italia | In Basilicata | |
| Tasso totale di irregolarità nel lavoro | 19,70% | 23,5% |
| Tasso di irregolarità in agricoltura e simili | 24,10% | 19,50% |
| Tasso di irregolarità nell’industria, artigianato e simili | 17,50% | 30,80% |
| Tasso di irregolarità nelle costruzioni | 19,20% | 19,40% |
| Tasso di irregolarità nei servizi | 19,90% | 21,60% |
Dati CGIL Basilicata elaborati su proiezioni ISTAT, SVIMEZ e Banca d’Italia riferiti agli anni 2011, 2012 e 2013 (dati in interpolazione su fonti relative a Dicembre 2012, Marzo 2013, proiezioni Dicembre 2013).
Nota: rispetto al triennio 2011/2013 è da evidenziare come la percentuale di lavoratori irregolari sia cresciuta (anche se di poco, + 0,3% nel Sud Italia e
+ 0,5% in Basilicata) in quanto si sono ridotti gli stock occupazionali regolari in termini assoluti (cioè si sono persi più posti di lavoro regolari rispetto ai “teorici” irregolari, da qui una diminuzione in termini assoluti dei lavoratori a nero, ma un aumento della loro incidenza in termini percentuali).
Grafico 1
Valore economico massimo stimabile dell'economia sommersa in termini assoluti (in miliardi di euro) in Italia, Germania e Francia (proiezione sul 2014)
In blu: valore economico complessivo dell'economia sommersa
In rosso: valore dell'evasione fiscale (Irpef, Iva, ecc.)
in giallo: valore dell'evasione contributiva a fini previdenziali e assicurativi
Tabella 3
Valore economico massimo stimabile dell'economia sommersa in termini assoluti (in miliardi di euro) in Italia, Germania e Francia (proiezione sul 2014)
| Valore economico massimo stimabile (in miliardi di euro) | Valore dell'evasione fiscale(in miliardi di euro) | Valore dell'evasione contributiva e assicurativa(in miliardi di euro) | |
| Italia | 416 | 170 | 110 |
| Germania | 256 | 119 | 59 |
| Francia | 302 | 123 | 70 |
Grafico 2
Valore economico minimo stimabile dell'economia sommersa in termini assoluti (in miliardi di euro) in Italia (proiezioni 2014)
In blu: valore economico complessivo dell'economia sommersa
In rosso: valore dell'evasione fiscale (Irpef, Iva, ecc.)
in giallo: valore dell'evasione contributiva a fini previdenziali e assicurativi
Tabella 4
Valore economico minimo stimabile dell'economia sommersa in termini assoluti (in miliardi di euro) in Italia (proiezioni 2014)
| Valore economico minimo stimabile (in miliardi di euro) | Valore dell'evasione fiscale(in miliardi di euro) | Valore dell'evasione contributiva e assicurativa(in miliardi di euro) | |
| Italia | 243 | 111 | 62 |
Tabella 5
Valore economico minimo e massimo stimabile dell'economia sommersa in termini assoluti (in miliardi di euro) in Basilicata (proiezioni 2014)
| Valore economico minimo stimabile (in miliardi di euro) | Valore dell'evasione fiscale(in miliardi di euro) | Valore dell'evasione contributiva e assicurativa(in miliardi di euro) | |
| Basilicata | 1,2-1,6 | 0,399 – 0,490 | 0,212 – 0,280 |
Nota metodologica: le oscillazioni sono dovute al fatto che si è tenuto conto, nelle proiezioni per il 2014, delle diverse modalità di calcolo e dell'inserimento nel sistema statistico di rilevazione, delle nuove contabilità connesse ad attività illegali e criminali. Sia della rilevazione di stima indiretta di cui si avvale la Banca d'Italia, sia dei criteri di simulazione combinata dei consumi che, infine, del criterio della misurazione connessa all'utilizzo del circolante.
Le proiezioni sono state realizzate comparando i campioni delle visite ispettive degli anni 2012 e 2013 a parità di classificazione ed incidenza.




























