La scrivente O.S. mette in evidenza l’atteggiamento della Direzione ACTA SPA che senza alcuna logica costruttiva e senza alcuna concertazione con le OO.SS. sta modificando le mansione ad alcuni lavoratori con lo scopo di internalizzare il servizio di lavaggio dei mezzi aziendali.
Questa operazione che a prima vista potrebbe sembrare virtuosa, in realtà avrà solo una serie di conseguenze negative.
Infatti la ditta esterna che ha in appalto questo servizio, dall’uno marzo licenzierà i due operai che da quindici anni svolgono egregiamente questo mansione.
Non si tratta di personale assunto direttamente dall’Acta, ma si tratta comunque di altri due lavoratori che perdendo il loro posto di lavoro lasciano, in questo momento di estrema crisi economica, le rispettive famiglie senza alcun reddito.
L’Acta per poter effettuare questo servizio con proprie risorse umane in sostituzione della ditta esterna, utilizzerà giornalmente a turnazione due autisti e due operatori di secondo livello, creando inoltre l’ennesimo turno di lavoro per gli autisti.
Questo comporterà per l’azienda un costo del personale che paradossalmente è maggiore di quanto si spende attualmente con l’esternalizzazione del servizio.
Un’ulteriore conseguenza è che in questo modo verranno tolti dalla disponibilità dei servizi esterni di raccolta e spazzamento ben quattro unità. Sicuramente un numero considerevole se si tiene conto del fatto questi servizi esterni sono nell’ACTA gli unici comparti sottodimensionati dal punto di vista delle risorse umane.
Infatti giornalmente si riesce a fornire ai cittadini un servizio ai limiti dell’accettabilità, con giri di raccolta continuamente in sofferenza e zone di spazzamento che rimangono scoperte senza l’operatore di zona anche per più giorni.
Per giustificare questa operazione, deleteria sulla qualità dei servizi, per la Direzione dovrebbe essere costituita dal cambiamento di mansione a tre unità, che dal primo marzo passerebbero dal servizio di guardiania dell’autoparco allo spazzamento. Ma si tratta solo di “fumo negli occhi”, in quanto si tratta di personale assunto con la Legge 68/99, quindi invalidi civili, i quali anche essendo stati considerati idonei alla mansione di operatore ecologico dal medico competente, hanno una capacità lavorativa fortemente ridotta (uno ha serissimi problemi di stabilità nella deambulazione, un altro è affetto da altrettanto seri problemi di carattere neurologico….) che con il loro pur apprezzabile contributo, non riusciranno sicuramente a sopperire alle vacanze create in organico con l’internalizzazione del servizio di lavaggio. Ma anche lo spostamento di questi invalidi avrà ripercussioni economiche non trascurabili per un sicuro aumento dei costi del contratto con l’Istituto di Vigilanza “La Ronda”, con lo scopo di aumentare il numero di ore di presenza della guardia giurata in guardiania.
Questo ovviamente comporterà degli esborsi aggiuntivi per l’azienda e quindi per i cittadini. Paradossalmente da una parte si tende ad internalizzare i servizi, da un’altra si tende ad esternalizzarli !!! Confusione allo stato puro…
E’ evidente che queste operazioni sono solo di facciata e che non apportano significativi benefici di carattere economico all’azienda, ma creano invece serie difficoltà per quanto riguarda l’efficienza dei servizi di raccolta e spazzamento, cioè di quei servizi di istituto che sono sotto costantemente e quotidianamente soggetti al severo giudizio dei cittadini.
Per la FPCGIL di Potenza sono altre e ben note le priorità nella gestione del personale dell’azienda, priorità che il Direttore Ascoli non può o non vuole affrontare.
Nell’interesse generale del buon funzionamento dell’azienda, è compito dell’amministrazione comunale in qualità di ente proprietario, trovare al più presto le soluzioni idonee atte a salvaguardare il servizio e i lavoratori, soluzioni che ad oggi la Direzione Generale non è riuscita ad individuare. Per questo motivo la FPCGIL chiede un incontro urgente per discutere delle problematiche sopra indicate al SINDACO e la sostituzione del Direttore Generale dell’ACTA




























