"Pur riservandoci di approfondire meglio quanto emerso in queste ore in sede parlamentare, ad una prima lettura, con l'approvazione del maxi emendamento alla legge di Stabilità (nuovo comma 553) si sospende di fatto il potere sostitutivo centrale previsto dall'articolo 38 dello Sblocca Italia, in quanto ora il Mise, sentito il Ministero dell'Ambiente, potrà - con uno specifico piano - individuare le aree dove ricercare ed estrarre idrocarburi solo di intesa con la Conferenza Unificata, cioè con le espressioni del territorio. Per di più potrà, in caso di mancato accordo in sede di redazione del piano stesso, ricorrere ai poteri previsti dalla legge 239 del 2004 esclusivamente in caso di mancata espressione della Regione su richieste oltre quelle già autorizzate (cioè Eni e Total presso Tempa Rossa). A suggello di ciò la chiara formulazione della norma finale del nuovo articolo 38 per cui, nelle more del Piano stesso, le norme relative alle richieste di autorizzazione sono quelle vigenti prima dell'emanazione stessa dello Sblocca Italia. In termini politici e giuridici l'articolo 38 versione "centralistica" e che confliggeva con il Titolo V viene superato; in termini pratici basterà che la Conferenza Unificata riconosca nel Piano esclusivamente i siti già autorizzati e la Regione esprima parere contrario a nuove ricerche, perché il limite massimo di estrazioni dei circa 160 mila barili non sia superato, senza andare oltre quanto previsto dalla stessa "moratoria". Con buona pace di chi a Roma, e non solo, pensava di trasformare la Basilicata in terra di conquista". Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Generale della Cgil Basilicata.
"Ovviamente come Cgil ribadiamo che la questione dell'articolo 38 era solo uno degli aspetti da affrontare, oltre i positivi avanzamenti già presenti negli articoli 36 e 36 bis, perché i due temi veri del controllo ambientale e dell'utilizzo della risorsa petrolio, vanno oltre la giusta rivendicazione di partecipazione da parte di cittadini e istituzioni locali. Articolo 38 o no, quello che manca veramente e pesa come un macigno su tutta la nostra terra è la scarsa credibilità del sistema di monitoraggio, controllo ed intervento da parte delle istituzioni preposte a partire dall'Arpab; l'assenza di risorse ed investimenti veri su una rete di controllo ed informazione medico sanitaria in grado di tranquillizzare lavoratori e cittadini, con un protagonismo di ricercatori, professionalità mediche e scientifiche che pure ci sono ma non vengono usate a pieno. E' su questo che la Regione e le istituzioni devono recuperare: con un piano straordinario di interventi ed investimenti sul controllo ambientale e sanitario, altro che permettere a Total di analizzare e comunicare lei lo stato del punto zero a Tempa Rossa, solo per stare alla cronaca di oggi. Così come, articolo 38 o no, c'è tutto il tema dell'uso delle risorse del petrolio per fare pochi e strategici interventi su infrastrutture, sociale ed occupazione, oltre gli sprechi e l'uso in spesa corrente, oggi delle Royalties domani delle risorse derivanti dalla fiscalità aggiuntiva. Risorse da usare insieme ai fondi comunitari per aggredire i veri colli di bottiglia del mancato sviluppo lucano, per dare una risposta alle crisi aziendali e sociali in corso e concorrere ad un modello di sviluppo diverso dall'attuale nei prossimi anni, basato su un nuovo manifatturiero, sull'agro industria e agricoltura di qualità, sulla cultura e l'innovazione tecnologica. Su questo, dopo aver fatto un primo ed importante passo come quello dell'istituzione del Reddito Minimo di Inserimento, devono ora scommettere la politica, le istituzioni e le forze sociali lucane".
"Infine - conclude Genovesi - una valutazione tutta politica: le modifiche positive all'articolo 38 non vanno eccessivamente enfatizzate, proprio per quanto appena detto, ma è evidente che quando il Governo accetta di confrontarsi con le istituzioni locali, con le forze sindacali e produttive, ascolta le preoccupazioni e le richieste che vengono da forze sane e responsabili le soluzioni si trovano. Peccato che non sia sempre questo l'atteggiamento del Governo Renzi, come si vede proprio a partire da una politica per il lavoro e l'occupazione che scarica sui più deboli la crisi economica e sociale".
"Come Cgil continueremo a dare il nostro contributo quando si tratta e si tratterà di fare cose utili per i cittadini, i lavoratori ed i disoccupati e continueremo a mobilitarci e protestare ogni volta che questo non avverrà".
Potenza, 20 dicembre 2014




























