Si e' tenuto il 7 nopvembre, a partire dalle ore 10, presso la Camera di Commercio di Potenza, in Corso XVIII Agosto, l'iniziativa dell'INCA e della Cgil Potenza dal titolo "tutele individuali per i diritti di tutti".
Ai lavori della giornata hanno partecipato Mariangela Santoro, Direttore Inca Potenza - Loreta Allegretti, INAIL Responsabile processo lavoratori (sede Potenza - Lagonegro) - Lucia Colicelli, Regione Basilicata Responsabile Dipartimento Politiche della Persona e Gestione - Furio Vai, Vice Direttore Regionale Inps Basilicata - Luciano Caon, Collegio di Presidenza Inca Nazionale - Angelo Summa, Segretario Generale Cgil Potenza. Ripartire dalla tutela individuale per riaffermare i diritti sociali e del lavoro. È questa, in estrema sintesi, la richiesta che arriva dal Sistema servizi e della tutela individuale della Cgil.
Sono oltre 100 le prestazioni sociali e previdenziali per le quali il Patronato assiste gratuitamente il cittadino assistendolo in tutto l’iter amministrativo; per questo ogni anno milioni di persone vi si rivolgono trovando, in Italia e all'estero, disponibilità, impegno e competenza professionale. Un ruolo, quello del patronato, che anche al di fuori dell’Italia con 332 uffici e 650 operatori, ha saputo adeguarsi alle specificità delle domande e dei bisogni di assistenza nei vari Paesi. Le sedi ubicate all’estero, oltre ad assistere i nostri connazionali agevolano i processi di integrazione sociale con gli Enti previdenziali e con i sindacati locali.
> Inoltre, il drastico ridimensionamento dei Consolati ha portato i Patronati, ad essere l’unico punto di contatto con lo Stato italiano. I nostri connazionali, quindi, ci chiedono un intervento sempre maggiore.
La legge di stabilità contiene un taglio insostenibile al Fondo patronati che cancella di fatto ogni possibilità di continuare a svolgere il lavoro di tutela previdenziale e assistenziale che facciamo da 70 anni, oltre che un attacco diretto ai diritti dei cittadini.
Se questa scelta, venisse approvata, verrebbe meno l’unico welfare gratuito a favore dei disoccupati, dei pensionati, dei lavoratori, dei cittadini stranieri e degli italiani all’estero.
Tutte queste persone che fine faranno?
Come ha dichiarato Bersani “Quelli che ragionano a favore dei tagli ai patronati vanno portati in fila davanti agli uffici di questi enti a vedere che gente ci va, quanto paga o quanto non paga. Adesso quella gente la mandiamo dai commercialisti?”.
Si troveranno a pagare per un servizio oggi gratuito.
Mettere una pietra tombale sulla tutela significa prefigurare un welfare miserevole basato solo su mere liberalità che di volta in volta il governo centrale elargisce non in base a un diritto sancito dalle leggi, ma in considerazione di un concetto aleatorio di benevolenza. Una ipotesi inaccettabile che avvierebbe il nostro Paese verso una pericolosa deriva antidemocratica.
Il taglio di 150 milioni di euro al fondo patronati e la riduzione del 35% dell’aliquota previdenziale destinata ad alimentarlo, non costituiscono un risparmio per nessuno.
La pubblica amministrazione, per svolgere lo stesso lavoro, dovrebbe aprire e gestire circa 6.000 nuovi uffici permanenti e aumentare gli organici di oltre 5.000 persone. Il costo complessivo per la Pubblica Amministrazione (INPS,INAIL e Ministero dell’Interno) sarebbe di 657 milioni di euro.
E’ rilevante il dato quantitativo, rappresentato dalle attività dal Ce.Pa Basilicata (ACLI, INAS, INCA e ITAL), sono oltre 91.000 gli interventi avviati nel corso del 2013, numeri che rappresentano persone che una o più volte si sono rivolte a noi per assistenza, consulenza, informazioni, in una accezione del concetto di tutela che si dilata sempre più.Tutela per noi vuol dire raggiungere i territori più disagiati ascoltando le voci delle persone che rappresentiamo, rendere esigibile un diritto che altrimenti non lo sarebbe.
Il processo di dematerializzazione avviato all’interno della pubblica amministrazione, ci ha dato l’opportunità di far conoscere l’essenzialità della azione di tutela da noi esercitata.
In questo particolare momento storico assistiamo ad una compressione dei diritti del lavoro e di cittadinanza, dove i più colpiti sono: i giovani, ai quali si nega ogni prospettiva di vita; gli anziani ai quali si chiede di rinunciare ad un sistema di protezione universalistico e solidale divenendo gli “ammortizzatori sociali di figli e nipoti”; i lavoratori e le lavoratrici ai quali, con le riforme inique del mercato del lavoro e delle pensioni, si chiede di lavorare di più, mentre, paradossalmente, le aziende delocalizzano, scegliendo paesi dove non esistono tutele, chiudendo stabilimenti in Italia e lasciando inattive centinaia di migliaia di persone ogni anno.
Noi Patronati, siamo uno specchio di questa sofferenza, alla quale spesso diamo voce, la nostra missione è quella di continuare a lottare per tutte le persone disagiate ed in difficoltà. Non è tagliando i diritti alle persone che si può migliorare il Paese in cui viviamo.




























