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Troppe voci e troppe bozze sono andate in giro prima del Consiglio dei Ministri, troppe persone hanno parlato e qualche volta anche a sproposito. Aspettiamo ora i testi ufficiali, ma se le voci saranno confermate, e' evidente che qualcuno ha preso in giro la Basilicata a partire dal Ministro Guidi. E non a caso come Cgil, insieme a Cisl e Uil, avevamo deciso di non partecipare più al tavolo con il Governo, in quanto le giuste pretese della Basilicata erano ormai state spiegate e rispiegate e toccava al Governo fare le proprie scelte, una volta per tutte. Almeno chiarezza e' stata fatta". Così dichiara Alessandro Genovesi, Segretario Generale della Cgil Basilicata.

"In particolare se da un lato sembrerebbe essere stato assunto il punto più volte sollevato dalle parti sociali inerente il superamento del bonus benzina per destinare il 3% delle royalties attualmente versate, ad un fondo a sostegno della coesione sociale a vantaggio di tutti i residenti (cui misure saranno attuate d'intesa con i Presidenti di Regione) che per la Basilicata, come già annunciato dal Presidente Pittella vuol dire finanziare il Reddito Minimo di Inserimento ed i piani per il lavoro di utilità sociale; dall'altro, tanto sulla questione "modifica decreto attuativo dell'articolo 16" quanto sulla questione dell'esclusione delle royalties dal Patto di Stabilità sembra essere passata un'importazione a dir poco ricattatoria che riconosce quanto richiesto dalla Regione esclusivamente per le nuove estrazioni e per i nuovi progetti di sviluppo, cioè - per quanto riguarda  il patto di stabilità - varranno solo (e per un periodo limitato nel tempo) le nuove estrazioni legate ai 25 mila barili ENI e agli eventuali 50 mila di Total, mentre per il riconoscimento delle maggiori entrate fiscali (portate al 20% senza più il tetto) addirittura varranno solo i progetti successivi a quelli già autorizzati. Il tutto dentro una cornice di totale neo centralizzazione delle procedure ambientali e autorizzative che, se incostituzionali visto che ancora la riforma del Titolo V non è legge (con buona pace di Renzi, del Mise e delle Multinazionali del petrolio) e quindi alla prima verifica giuridica saranno dichiarate illegittime, segnano politicamente un'inversione di tendenza evidente, contro ogni principio di leale collaborazione tra Regioni e Stato centrale, a tutto danno dei cittadini e dei territori".

"A questo punto, se tali impostazioni fossero confermate, si pone da subito il tema di come dare una risposta all'altezza della vertenza, chiedendo che già nella conversione del decreto vengano accolte le richieste della Basilicata, e sostenendo tali richieste con una mobilitazione forte di tutte le forze sociali, politiche e della società civile, se serve in piazza, a Roma. E su questo come Cgil invitiamo da subito tutti i rappresentanti istituzionali e politici, parlamentari ed esponenti lucani nel Governo Renzi, ad impegnarsi per una battaglia politica a tutto campo, mettendo gli interessi dei disoccupati, dei pensionati, dei giovani senza lavoro, avanti a tutto".

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