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Si terrà domani dalle 10 alle 12 in piazza Mario Pagano un presidio dei lavoratori RAI della sede di Potenza a sostegno dello sciopero nazionale indetto dalle scriventi, contro il prelievo forzoso imposto dal governo attraverso la vendita di Rai Way.

E ’giusto che tutti contribuiscano al taglio di sprechi e al risanamento del Paese, ma è profondamente sbagliato farlo con l’avvio di un processo di svendita che rischia di farci rivedere un film già visto con altre grandi aziende italiane.

Vendere RaiWay significa privare la Rai di un pezzo strategico con gravi implicazioni sul futuro sviluppo del business aziendale: si indebolisce la piu’grande azienda culturale del Paese, privandola delle torri di trasmissione e delle professionalità relative. La RAI non fa soltanto informazione, ma anche e soprattutto produzione multimediale. Privandola del suo “cuore tecnico”, si impediscono nuove possibilità di business in un momento in cui i media stanno rivedendo i propri modelli.

Tutta l’operazione viene condotta, tra l’altro, diffondendo nell’opinione pubblica l’idea che i lavoratori RAI siano una casta, laddove invece sprechi e privilegi sono altrove nell’azienda. Nessuna vera operazione di risanamento, dunque, ma solo una esigenza di fare cassa, mascherata con demagogia e populismo.

La Rai ha 13.000 dipendenti, la BBC ne ha 21.000, la tv pubblica francese ne ha 14.000, quella tedesca ne ha 24.000; ma la Rai, tra tutte queste, ha il più alto numero di ore di programmazione prodotte internamente.

Quando si parla di “numeri stravaganti”, dunque, bisognerebbe spiegare bene a cosa ci si riferisce. Si taglino compensi milionari e sprechi veri, si conduca una lotta seria all’evasione del canone che ammonta a un danno di ben 500 milioni all’anno.

Domattina, noi saremo in piazza, sindacati e lavoratori, a sostegno di Ray Way e del servizio pubblico, per parlare con le persone e spiegare le nostre ragioni