“Le insinuazioni di Landini e Nicolosi su presunte anomalie nei congressi delle regioni meridionali assieme a quelle
sulla violazione delle regole congressuali sono offensive e gratuite.Stupisce che la battaglia politica possa arrivare a livelli così
bassi, al falso per colpire l'immagine e il prestigio della Cgil, con l’obiettivo di autoconservarsi”. Lo scrivono i segretari generali
delle strutture Cgil di Sicilia, Campania, Calabria, Puglia eBasilicata replicando a quanto affermato da Maurizio Landini e Nicolò
Nicolosi nella loro analisi del voto congressuale.
“Affermare che nel Mezzogiorno alcuni emendamenti proposti, come quello sulle pensioni, avrebbero dovuto raccogliere un numero maggiore
di preferenze – aggiungono i 5 esponenti della Cgil- significa nonconoscere affatto il Mezzogiorno e i bisogni prioritari dei nostri
iscritti. Infatti- specificano - il lavoro, la sua durata, la sua quantità e la sua qualità rappresentano, da parte di tutti, la
richiesta principale anche da parte dei pensionati che nelle regioni del Mezzogiorno, in larghissima maggioranza, vivono con pensioni
bassissime e sono costretti spesso a supportare interi nuclei familiari fatti da disoccupati”. Per Michele Pagliaro (Sicilia),
Michele Gravano (Calabria), Franco Tavella (Campania), Giovanni Forte (Puglia) e Alessandro Genovesi (Basilicata) “è incredibile che si
possa scegliere, come fanno Nicolosi e Landini, di attaccare deliberatamente e con questi argomenti la democrazia, visto che i
congressi si sono svolti regolarmente sotto la vigilanza di commissioni di garanzia nelle quali minoranza e area sono state sempre
rappresentate. Qualche ricorso, del tutto fisiologico, non riguarda peraltro la regolarità del voto”. Gli esponenti delle regioni
meridionali affermano che “Landini e Nicolosi devono accettare il responso delle urne, che non è stato al sud favorevole per loro, e
cercare le ragioni della loro sconfitta altrove che in presunte manovre della maggioranza che non ci sono state. Auspichiamo e lanciamo in tal senso un appello – concludono- affinchè il confronto, dentro la nostra organizzazione, sia ricondotto nei canali della democrazia, del rispetto anche nelle parole che vengono pronunciate, nell'interesse di tutti coloro che
rappresentiamo”.
Segretari Generali Cgil Regioni Meridionali replicano a Landini e Nicolosi




























