L’inchiesta per truffa al Sistema Sanitario Nazionale aperta dalla procura di
Trani nei confronti della Casa Divina Provvidenza evidenzia, ancor di più, lo stato di
degrado morale e gestionale del Don Uva.
Di fronte ad un’azienda in cui si è raggiunto un indebitamento di circa
400 milioni di euro ed una perdita di esercizio di oltre 40 milioni di euro e con un
management inadeguato, le istituzioni devono immediatamente assumere iniziative
concrete.
Il Presidente De Filippo dica con chiarezza cosa intende fare della struttura di
Potenza e dei suoi 400 pazienti e dipendenti.
E’ necessario uscire dal provincialismo con cui si sta gestendo questa
vertenza che ha assunto dimensioni tali da richiedere interventi eccezionali e
straordinari.
Condividiamo l’analisi e la posizione assunta dall’onorevole Francesco Boccia
quando afferma che è necessario il commissariamento della struttura e, nelle forme
consentite dalla legge, l’amministrazione straordinaria o l’affiancamento istituzionale
con aiuto al salvataggio.
Pertanto, la Funzione Pubblica CGIL, così come ha ribadito più volte,
ritiene necessario che la Regione Basilicata attivi tutte le procedure finalizzate alla
realizzazione della autonomia gestionale della struttura di Potenza, anche attraverso
la revoca della convenzione e l’immediata costituzione di una società mista pubblico-
privata.
Don Uva: basta provincialismi necessari interventi straordinari




























