Le ultime vicende del Giorgi di Potenza sono ormai la prova di una scuola senza più una bussola, nella più totale ingovernabilità, ostaggio di una dirigenza inadeguata e maldestra.
Nel corso di un Collegio dei docenti tenutosi il 5 dicembre, è accaduto che il Ds (tornata a presiedere un organo collegiale dopo un periodo in cui non aveva presieduto né Collegi né Consigli di classe pur essendo regolarmente in servizio) sospendesse la seduta iniziata da poco, “arbitrariamente ed unilateralmente, senza alcuna motivazione legittima” come denunciano in una nota consegnata all’Usp di Potenza 46 docenti presenti alla seduta.
Dalla ricostruzione dei fatti e da un verbale redatto dai presenti risulta che l’abbandono è avvenuto dopo che un docente ha chiesto spiegazioni circa l’epiteto “parassita” che il Ds gli aveva “simpaticamente” rivolto in una seduta precedente. Al che ha fatto seguito la solita reazione scomposta del Ds, che prima gli ha intimato di “rispettare i ruoli” e che tale richiamo doveva essere considerato un “richiamo disciplinare” (al Giorgi si fanno “al volo”), e poi ha sospeso la riunione rinviandola verbalmente al giorno successivo, in spregio alla normativa vigente che regola la convocazione degli organi collegiali.
La mattina successiva i collaboratori del Ds hanno cercato in tutti i modi di convincere i docenti a partecipare alla riunione collegiale arbitrariamente convocata, minacciando alcuni di sanzioni disciplinari mentre ad altri non disposti a partecipare è stata chiesta (e, a quanto ci risulta, ottenuta) “delega”, confondendo il Collegio dei Docenti con un’assemblea condominiale.
Nel pomeriggio del 6 dicembre, la riunione si è tenuta comunque, nonostante la palese illegalità, con uno sparuto gruppetto di 18 docenti (su una ottantina di componenti il Collegio, più qualche “delega”), senza numero legale. Siamo curiosi di sapere se almeno in quel consesso “ristretto”, del tutto inutile, il Ds sia riuscita a mantenere un autocontrollo che ormai gli è irreparabilmente sfuggito di mano. Se abbia deliberato qualcosa e soprattutto se, a fine seduta, abbia spento la luce.
Nel periodo “sabatico” in cui non ha presieduto organi collegiali non ha dato corso alle deliberazioni assunte. Ci risulta che non abbia firmato un provvedimento disciplinare ad un alunno deliberato all’unanimità da un Consiglio di Classe, venendo meno ai suoi doveri d’ufficio. Ed arrivando al paradosso di adottare illegittimamente pesanti provvedimenti disciplinari nei confronti di rappresentanti studenteschi, a scopo puramente ritorsivo, poi annullati dagli organi di controllo per macroscopiche irregolarità, e di non disporne altri, pienamente legittimi, votati all’unanimità dal Consiglio di classe.
Invece di dirigere la scuola rispettando le persone e le norme, sembra che l’unica preoccupazione del Ds sia quello di apparire sulla stampa e sui media, obiettivo per raggiungere il quale sarebbe disposta a tutto.
Ricordate la manifestazione sul femminicidio? In quella circostanza la Ds annunciava al mondo la nascita nell’Istituto dell’associazione D.O.N.N.A. (acronimo di Difendere ed Onorare la Nostra Natura con Amore), che doveva costituire, a suo dire, “punto di riferimento per le scuole della provincia” (niente poco di meno che!).
Ci eravamo subito chiesti se la scuola potesse costituire al suo interno un’associazione, se le norme lo consentissero, se fosse stato approvato uno statuto e in quale veste giuridica e con quali finalità. A nostro avviso questa possibilità non è prevista dalla normativa vigente, ma si tratta evidentemente di inezie per un ds che ha ridotto il Giorgi ad una scuola “a statuto speciale”.
Poi però scopriamo che l’associazione, in realtà, non è mai stata fondata, non è stata approvata dal Consiglio di Istituto, cioè semplicemente non esiste e non è mai esistita, ma è servita solo per la solita comparsata mediatica.
Da notare il decalogo della Manifestazione e le modalità operative (Circolari 29 e 31, allegate), con gli alunni disposti “in fila per due col resto di uno”, ammessi a partecipare a condizione di essere accompagnati da un docente o da un lavoratore Ata (!!!), e per scongiurare “defezioni” chi non partecipa a scuola a fare lezione.
Precisando che trattasi di “attività didattica a tutti gli effetti” (non sia mai detto che si fa festa a scuola), ovviamente a suo insindacabile giudizio, visto che il Collegio non è stato nemmeno informato, e che si aderisce “ad una manifestazione studentesca, non uno sciopero né ad una protesta”, come se scioperare e protestare fossero azioni riprovevoli (e non diritti costituzionalmente garantiti). E come se la giornata mondiale contro il femminicidio non fosse – anche – un’iniziativa di protesta.
Un tema serio come la violenza sulle donne svilito a palcoscenico personale, utilizzato dal Ds per allestire una futile “passerella” per celebrare il suo “quarto d’ora di celebrità” di warholiana memoria, in nome del quale si è calpestata ogni regola e strumentalizzato l’onesto lavoro di docenti e studenti, carpendone la buona fede.
Al Giorgi la situazione è drammatica, e chiediamo ancora una volta al Direttore regionale, la cui azione è stata fin qui assai timida e inappropriata alla gravità del problema, a prendere gli opportuni e tempestivi provvedimenti per rispristinare da subito minime condizioni di funzionamento della scuola, ormai allo sbando.
Noi non ci fermeremo, continueremo a fare la nostra battaglia a fianco dei lavoratori della scuola, Ata e docenti, che in numero sempre maggiore non ne possono più e manifestano apertamente il proprio più profondo disagio.




























