gli-ordini-professionali-di-como-e-lecco-insieme-per-la-meci-2013

La crisi del settore delle costruzioni continua a determinare effetti devastanti, specie al sud e nella nostra Provincia.

 

Queste condizioni hanno alterato il mercato immobiliare determinando la bolla speculativa e la conseguente crisi del “mattone”, producendo un numero elevato di immobili invenduti che, legato ai ritardi nei pagamenti dei SAL (Stati Avanzamento Lavori) causati dal rispetto del patto di stabilità  e alla stretta creditizia, hanno contribuito a mettere in difficoltà numerose aziende del settore, causandone in alcuni casi anche la chiusura.

 

A peggiorare il quadro sono state le scelte economiche degli ultimi governi e le leggi di stabilità che hanno posto al centro soltanto tagli agli investimenti in opere pubbliche e austerità.

 

Secondo i dati resi noti dalla Cassa Edile di Potenza, osservatorio privilegiato ed attendibile, a fine 2012,  rispetto all’ultimo anno pre-crisi 2008, il quadro a dir poco disastroso:

 

Lavoratori occupati anno 2008: 8502, anno 2012 6414 – 25% circa;

Imprese attive anno 2008: 1587, anno 2012 13237 – 17% circa;

Ore lavorate anno 2008 : 6.700 mila, anno 2012 4.400 mila – 35% circa;

Salario dichiarato anno 2008 60 milioni, anno 2012 44 milioni – 27% circa.

 

La crisi sta determinando effetti gravissimi non solo sulle condizioni di vita, ma anche e soprattutto sulle condizioni di lavoro, facendo abbassare notevolmente l’asticella dei diritti e delle conquiste  normative e contrattuali fatte negli ultimi decenni; uno spaccato forte di quello che sta accadendo sui cantieri è dato dalla ristrutturazione dello stabilimento Fiat-Sata a San Nicola di Melfi.

 

La ristrutturazione fu inaugurata in pompa magna, vi presero parte l’Amministratore Delegato di Fiat Auto Sergio Marchionne e l’allora Presidente del Consiglio Professore Mario Monti, e la stessa fu affidata alla ditta Italiana Costruzioni, che a sua volta ha sub-appaltato i lavori alla CO.CE.S. IMPRESA srl di Pozzuoli. Peccato che i lavori iniziati nella primavera 2013 si stanno eseguendo sulle spalle a spese e a danno dei lavoratori, a cui viene chiesto di fare orari che in alcuni giorni raggiungono le 12 ore e oltre. A questo va aggiunto che gli stessi lavoratori sfruttati non percepiscono lo stipendio da tre mesi, non gli è stata accantonata la Cassa Edile, viene fatto un utilizzo eccessivo dei contratti a termine, senza  rinnovarli alla scadenza pur non essendo finiti i lavori.

È inutile dire che in quelle aziende è impossibile entrare. E allora i controlli della proprietà dove sono? Un lavoro eseguito in questo modo e a queste condizioni è un lavoro fatto bene, secondo la normativa in vigore? Noi crediamo di no e chiediamo alle autorità preposte di vigilare affinché siano rispettate le leggi, i diritti e la dignità dei lavoratori.