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Ormai è diventato un appuntamento fisso di fine legislatura quello tentare di creare "liste protette" per assicurare la continuità dei rapporti  per coloro che sono stati già prescelti sulla base di un rapporto molto fiduciario quali collaboratori delle segreterie di Giunta e Consiglio.

L'emendamento presentato dai consiglieri Mollica, non nuovo a questi e ad altri tentativi in materia di personale, e Navazio sulla long list per i collaboratori di Giunta e Consiglio, rappresenta l'ennesimo esempio di come certa politica continui ad operare solo al fine di tutelare i propri bacini di riferimento per un proprio tornaconto elettorale.

Cosa racconteranno gli estensori di questo emendamento ai tanti giovani e disoccupati che sperano in un futuro in cui la politica si impegna per creare lavoro libero dalle logiche clientelari, lavoro in cui ciascuno possa trovare una propria dignità anche lontano dalle appartenenze?

Tra l'altro, premesso che tali incarichi, basandosi su un rapporto di tipo fiduciario, non possono avere continuità anche nella prossima legislatura, considerato che dovranno essere i nuovi eletti a dover scegliere i propri collaboratori, come FP CGIL continuiamo a pensare, non solo che qualsiasi accesso alla pubblica amministrazione, con qualsivoglia tipologia contrattuale, dovrebbe essere ispirata ai principi di trasparenza e di parità di accesso, prevedendo sempre procedure selettive ma che, soprattutto in questo contesto di spending review e di necessaria razionalizzazione della spesa, la cosa più giusta da fare sarebbe abolire tale pratica utilizzando quale supporto alle segreterie di Giunta e Consiglio solo i dipendenti della Regione Basilicata o di altre pubbliche amministrazioni che potrebbero essere a tal fine distaccati con notevole risparmio di spesa a beneficio di tutta la collettività.

Come Funzione Pubblica CGIL chiediamo al Consiglio Regionale di respingere con forza tale inqualificabile emendamento e di allontanare qualsiasi altro possibile  "tentativo dell'ultimo minuto" di inserire, da parte di chiunque, nella legge di assestamento di bilancio disposizioni ispirate da interessi ben lontani dall'essere quelli generali che dovrebbero guidare la buona politica.