“Le richieste dei Comuni facenti parte della Concessione Mineraria Gorgoglione – Progetto Tempa Rossa (Accettura, Aliano, Anzi, Armento, Castelmezzano, Cirigliano, Gorgoglione, Laurenzana, Missanello, Pietrapertosa e Stigliano) sono richieste di buon senso e da sostenere, che partono da fatto di assumere oggi, come centrale, il tema del lavoro e dello sviluppo di un territorio”. Così dichiara il Segretario Generale della Cgil Basilicata, Alessandro Genovesi.
“Del resto, prima con il convegno di novembre 2012 (Presentazione 2° rapporto della Cgil Basilicata) e poi con la manifestazione unitaria del 1 maggio a Corleto, ancora successivamente con la diffida e conseguente incontro presso la prefettura per siglare il Protocollo di Legalità, come Cgil e non solo (mi riferisco al punto specifico elaborato da Cgil, Cisl e Uil nel Piano del Lavoro) stiamo da mesi chiedendo alla Regione e alla multinazionale di farsi parti attive nel tradurre in impegni concreti quanto previsto dall'intesa 2004 tra Basilicata e Total”.
“In particolare – continua Genovesi – occorre ora vincolare la Total e i General Contractor ad assumere, tra i cittadini lucani, almeno l'80% delle maestranze che lavoreranno da qui al 2015 per la realizzazione del Centro Oli, così come ora va misurato il punto zero in relazione a qualità dell'aria, impatti sulla flora e fauna, qualità delle acque per programmare – prima che entri in funzione l'estrazione e prima lavorazione del petrolio – tutta quella rete di monitoraggio, intervento e prevenzione necessaria. Definendo un perimetro ampio per la sicurezza di cittadini e lavoratori, predisponendo un presidio permanente dell'Arpab e una efficace comunicazione con le popolazioni locali, organizzando i presidi medici e dei vigili del fuoco, istituendo l'Osservatorio Ambientale con la partecipazione di comunità locali, associazioni e sindacato. Infine, occorre ora stabile un piano di sviluppo che impegni le risorse provenienti dalle royalties e dalla compensazioni ambientali per creare opportunità di lavoro e di impresa che favoriscano realtà di qualità, a forte vocazione tecnologica ed innovativa, per pensare già ora il futuro di quei territori “oltre il petrolio”, magari coinvolgendo da subito le imprese locali che potranno beneficiare di trasferimenti tecnologici e di saperi, che solo grandi aziende multinazionali possono favorire. Insomma non dobbiamo ripetere gli errori commessi negli ultimi anni in Val D'Agri, scommettendo da subito su un rapporto positivo con il territorio. Per questo la Cgil Basilicata sosterrà lo spirito che muove oggi questi comuni e questi sindaci e tutte le loro iniziative, dandoci tutti insieme l'obiettivo di non pensare al “dito”, a questo o quel piccolo intervento, mentre la Total rischia di portarci via la “luna”.




























