“In questi giorni continuano le polemiche in merito alla proroga dei contratti dei precari della Regione Basilicata, con cambi di posizione da parte di una sigla sindacale sulla necessità, prima scongiurata poi sostenuta, delle selezioni pubbliche.
Come CGIL riteniamo che l'unico modo per evitare la giungla nella gestione dei contratti dei precari alla regione sia quello di procedere sempre per avviso pubblico, ponendo fine ad una prassi che ormai è diventata insostenibile e che si pone ai limiti della legittimità normativa.
Ormai nell'Ente regione non c'è il governo di nulla ed, in particolare, nella gestione del personale. I precari con contratto di collaborazione sono gestiti in forme diverse dai singoli assessorati, dove vengono mantenute diverse tipologie retributive che creano differenze ingiustificate tra gli stessi precari e tra questi e i lavoratori di ruolo.
Ormai gli assessorati sono diventati tante piccole repubbliche di potere con il grave non più sopportabile avallo della presidenza della giunta e della dirigenza del personale la cui funzione, se non concretamente esercitata vista la situazione, rischia di essere inutile, considerata ormai l'anarchia nella gestione del precariato.
È necessario un cambio di rotta a partire da un reale censimento di tutti i precari della regione, e' necessario che la selezione pubblica diventi la regola così come bisognerà prendere atto che per creare occupazione stabile non si potrà prescindere dal considerare i contratti a tempo determinato come l'unica alternativa possibile capace di dare avvio a percorsi futuri di stabilità dei rapporti di lavoro.
È ora e tempo che si abbia il coraggio di iniziare un percorso, di sicuro non facile e forse per qualcuno non comodo, per dire davvero basta al precariato in Regione Basilicata.”
È quanto afferma Angelo Summa, Segretario generale Cgil Potenza in una nota stampa.




























