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"Sono allibito: la Total praticamente si auto assolve, dichiarando di rispettare protocolli di legalità inesistenti, e fa di più, coinvolge anche la Prefettura in una situazione di dubbia legalità (a questo punto faccio appello al Prefetto di Potenza: ci dica se la Total dice il vero e il falso, visto che viene anche irrispettosamente tirato per la giacca dalla multinazionale straniera). Non solo: sempre Total dice che sta già facendo occupazione locale e che la sta facendo in quantità e qualità significative (falsissimo), e a riprova cita niente di meno che il proprio sito internet (altro che accordi o tavoli di confronto, basta vedere sul sito della Total stessa, chissà come mai non ci abbiamo pensato, magari il sito lo aggiorna proprio l'amministratore delegato). Insomma, il sindacato vaneggia, Pensiamo Basilicata e Confindustria Basilicata vaneggiano, le comunità locali e i disoccupati lucani vaneggiano, solo Total ha ragione. Questa arroganza è eccessiva e non più sopportabile, così come non sono più sopportabili i ritardi del tavolo sul protocollo di legalità, che se si terrà nei prossimi giorni non sarà sicuramente grazie all'azienda ed ai suoi general contractor, ma alla sensibilità istituzionale ed al sostegno delle segreterie nazionali del sindacato. In tutto questo, purtroppo, paghiamo l'assenza della Regione, del Presidente e della Giunta: dopo il primo incontro (una mezza farsa) di oltre quattro mesi fa in Regione, nonostante solleciti, iniziative (tra cui il primo maggio unitario proprio a Corleto) ecc., nulla è successo. Si continuano ad assegnare lavori e appalti e nessuno si preoccupa di ottenere le migliori condizioni per l'occupazione locale, l'ambiente, la salute, lo sviluppo dell'imprenditoria lucana. Forse se la Total si permette di trattare così i lucani è perché ritiene che nessuno mai le chiederà il conto”. Questo è quanto fa sapere Alessandro Genovesi, Segretario Generale Cgil Basilicata in una nota stampa.

 

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