La decisione è stata adottata nell'ambito del ricorso della Fiom, esclusa dalla Rsa ( rappresentanza sindacale ), contro la Fiat.
A distanza di un anno dal rinvio dei Tribunali di Melfi, Torino, Vercelli e Modena alla Corte Costituzionale, finalmente la sentenza che ci aspettavamo e che mette la parola fine allo strapotere della FIAT nei confronti dello Stato Italiano e dei lavoratori.
Oggi la FIAT deve prendere atto, come avviene in tutti i luoghi di lavoro del nostro paese, che la democrazia non è una merce e che non esistono ricatti che valgono l’autonomia dei lavoratori di decidere da chi farsi rappresentare e come esprimere il proprio dissenso verso scelte che peggiorano la propria condizione.
Né è valsa la complicità dei sindacati, che hanno imposto con la paura, i propri accordi senza nessuna forma di democrazia e senza nessuna garanzia industriale sull’occupazione.
Ora è necessario che la FIAT riprenda il confronto anche con la FIOM sul Piano industriale e sulle condizioni di lavoro, evitando di continuare a perseguire la strategia giudiziaria, perché solo attraverso il confronto con chi è critico o dissente, si possono risolvere i problemi dei lavoratori; agire in modo unilaterale o discutere con chi è sempre d’accordo non fa altro che accumulare il dissenso dei lavoratori che prima o poi esce fuori.
La FIOM-CGIL continuerà a lottare per una Legge sulla rappresentanza affinché la democrazia, la dignità, i diritti e il lavoro non diventino merce, ma restino valori inderogabili di civiltà e di emancipazione delle classi più deboli della società, come previsto dalla nostra Costituzione.




























