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Si è tenuta ieri, 13 giugno, a partire dalle ore 10, la sesta riunione del Comitato di Sorveglianza del Piano Operativo FSE in cui si è discusso della programmazione finale degli interventi per il 2013 e della programmazione 2014-2020, oltre a valutare le attività di monitoraggio degli interventi effettuati ed aver condiviso le buone pratiche realizzate.

“Abbiamo chiesto di rastrellare letteralmente tutti i fondi reperibili all’interno di bandi che non sono riusciti a massimizzare i risultati rispetto alle risorse impiegate”,  ha affermato Donato Allegretti, Segretario Regionale Cgil Basilicata, “per poterli impiegare proficuamente in misure come il credito d’imposta, l’apprendistato e il supporto ai lavoratori svantaggiati. In particolare per quanto riguarda il settore della formazione, abbiamo chiesto di puntare sulla qualità degli interventi, in modo da assicurare nuova e buona occupazione, anche attingendo dalle liste di mobilità. Poi nello specifico, per quanto attiene all’apprendistato abbiamo chiesto di garantire una quota di formazione esterna in modo da incentivare le aziende ad aderire al progetto”.

“In merito alla programmazione futura”, ha continuato Allegretti, “la traccia che abbiamo indicato è quella contenuta nel Piano del Lavoro, tutta fondata sulla necessità di far uscire la Basilicata dall’isolamento, che stiamo presentando in questi giorni nelle numerose assemblee unitarie che si stanno svolgendo sul territorio regionale, e va dal completamento delle opere infrastrutturali che consentiranno di agevolare il transito di persone e merci, alla implementazione di un piano industriale che punti sulle specificità del territorio agevolando la crescita delle imprese locali, anche in partnership con grandi aziende, alla definizione di un sistema di welfare inclusivo in grado di offrire servizi di alta qualità alle persone, in special modo ai più esposti ai rischi della povertà (disoccupati, anziani, famiglie). Puntiamo a realizzare una rete d’interazione costruttiva tra i vari progetti per facilitare l’innalzamento della quantità e della qualità dei servizi offerti, che possono e devono intercettare nuovi investimenti industriali in modo da ricucire quella frattura che oggi purtroppo esiste tra territorio e persone che sempre più di frequente cercano un futuro altrove, esponendo la Basilicata al pericoloso rischio dello spopolamento. Nel frattempo, inoltre, abbiamo chiesto che sia garantita la copertura delle nuove misure Copes, le quali devono fare un passo avanti e costituire un vero e proprio strumento di uscita dalla condizione di disagio che troppi lucani oggi vivono”.