Si tiene oggi a Perugia il seminario organizzato dalla Cgil Umbria e dalla Cgil Basilicata su “Riforma dello Stato e nuovo Regionalismo”. L’appuntamento, che vede la partecipazione dei gruppi dirigenti delle due strutture del sindacato, s’inserisce nell’attualissima discussione su presidenzialismo, ruolo del Parlamento, semplificazione delle istituzioni regionali e funzione della Regione Basilicata alla luce del nuovo Statuto.
Al seminario partecipano, inoltre, Carlo Calvieri (docente dell’Università di Perugia), Enzo Santochirico (Presidente del Consiglio Regionale e della commissione per la riforma dello Statuto Regionale), Danilo Barbi (Segretario Nazionale della Cgil).
“Come Cgil Basilicata – è scritto in una nota della sindacato – crediamo che questa sia l’occasione per una riflessione a tutto tondo che, partendo dalla riforma degli assetti istituzionali nazionali, ci permetterà di approfondire il positivo lavoro fatto sul nuovo Statuto Regionale. Per affrontare oggi una discussione seria e soprattutto serena sulla riforma dello Stato e su un nuovo regionalismo occorre partire non da scorciatoie pericolose (come il presidenzialismo) ma da quali sono gli obiettivi di fondo che si hanno. Per noi il primo degli obiettivi deve essere rispondere alla crisi democratica con più partecipazione, più capacità di tenere insieme interessi diversi, più “fluidità e cogenza” nel rapporto tra cittadino elettore, cittadino lavoratore, cittadino utente, cittadino impresa, non certo con lo schema del “un uomo solo al comando”. Oggi che, più che mai, nuove tentazioni tecnocratiche da un lato e populiste dall’altro minacciano infatti l’essenza stessa della democrazia”.
“Ovviamente anche il nuovo Statuto Regionale dovrà essere al centro di una particolare azione del sindacato e della società civile, con spazi e sistemi di vigilanza e controlli ferrei (referendum, bilancio partecipato, ecc.) ma anche e soprattutto con l’impegno che esso non sia l’atto finale di un processo, ma l’avvio di una riforma della pubblica amministrazione e degli enti strumentali che parta dai bisogni dei cittadini. Assumere i bisogni dei cittadini: questa la chiave di lettura che suggeriamo per discutere di società, enti strumentali e soprattutto per puntare su trasparenza ed efficienza, tagliando i troppi consigli di amministrazione, gli sprechi ecc. per concentrare risorse dove servono: verso le tante professionalità presenti nel lavoro pubblico, verso i servizi al cittadino, verso la stabilizzazione dei precari”.




























