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La denuncia fatta dalla Rete degli Studenti medi è un’ulteriore riprova del sistema oppressivo ed autoritario
imperante nell’IPSIA GIORGI di Potenza, che colpisce non solo gli alunni ma anche il personale della scuola,
docente e Ata.
E’ di tutta evidenza che tale situazione è venuta a determinarsi con l’arrivo della Dirigente Scolastica
prof.ssa Sardone, peraltro non nuova a tali episodi (si ricorda il caso del rappresentante degli studenti
dell’ITCG di Palazzo rimosso dal Consiglio di Istituto), che ha instaurato un clima intimidatorio e punitivo del
tutto estraneo al contesto scolastico, che invece dovrebbe essere informato ai valori democratici del
dialogo, della partecipazione e dello sviluppo della coscienza critica.
Le scriventi OO.SS. avevano già denunciato all’Amministrazione Scolastica a giugno dell’anno scorso la
condizione di profondo malessere nel quale il personale della scuola era costretto ad operare, sotto la
minaccia di “lettere di biasimo” nelle quali la Dirigente scolastica aveva redarguito e ammonito con
asprezza alcuni docenti “rei”, a suo dire, di “mancato adattamento alla nuova dirigenza scolastica”. Ed
avevamo denunciato diversi episodi che testimoniavano l’atteggiamento persecutorio del Ds, lesivo della
dignità e della professionalità dei lavoratori.
Nei mesi successivi la situazione è peggiorata, gli episodi sono aumentati, il sistema “penitenziario” si è
consolidato.
Gli stessi lavori di “pubblica utilità” a cui vengono affidati gli studenti in alternativa ai provvedimenti
disciplinari, appaiono come un paravento, di forte impatto “mediatico”, dietro il quale perpetuare logiche
punitive e repressive. Sottraendo, peraltro, per settimane gli alunni alle lezioni, costringendoli ad operare
spesso in condizioni igieniche e di sicurezza assai discutibili, come essi stessi denunciano. Tutto questo in
assenza di convenzioni approvate dagli organi collegiali, in maniera arbitraria ed approssimativa.
In questo “furore sanzionatorio” non è stato risparmiato nemmeno un alunno disabile, anch’esso coinvolto
nelle predette attività, non sappiamo sulla base di quale approfondita valutazione psico-pedagogica,
purtroppo suicidatosi pochi giorni dopo.
In una circolare interna emanata dal DS (la n. 87 (!) del 18/02/2013, che alleghiamo), in relazione ad
un’uscita dalle classi degli alunni il 26 novembre 2012 per protesta contro la mancata concessione
dell’assemblea di istituto, è stato stabilito dallo “Staff di Dirigenza” un sistema sanzionatorio, con riflessi sul
voto di condotta, che punisce gli alunni “che hanno testimoniato a mezzo organi di informazione”, altri che
“hanno seguito istintivamente” e con 2 punti in meno un rappresentante studentesco cosiddetto
“dissociato”.
Gli alunni sono stati obbligati a stilare una relazione in cui avrebbero dovuto autodenunciarsi di aver
commesso alcuni reati previsti dal codice penale, a cui, ad insindacabile giudizio della Dirigente, avrebbero

contravvenuto e per i quali sarebbero stati denunciati all’Autorità giudiziaria (tra cui interruzione di
pubblico servizio e circonvenzione di incapace!!), obbligando altresì i docenti di italiano e diritto a
correggere gli elaborati e a “classificare” gli allievi tra coloro che “hanno svolto correttamente la relazione”
e coloro che non lo hanno fatto. In quest’ultimo caso (o nell’ipotesi di assenza dell’alunno quel giorno) è
previsto il mantenimento della sanzione ed un altro punto in meno nel voto di condotta a fine anno (con
probabile bocciatura).
Una circolare illegittima, che riporta decisioni assunte da un organo non previsto dalla legge, chiaramente
persecutoria ed autoritaria, avulsa non solo dalla funzione educativa e formativa della scuola ma dai
principi democratici e costituzionali del nostro Paese, che riconoscono la libertà di espressione e la libertà
di insegnamento.
In considerazione del fatto che non risultano alle scriventi OO.SS. ulteriori casi altrettanto eclatanti si
pongono alcune domande: Come mai questa Dirigente scolastica, ovunque vada (e siamo a due scuole su
due) determina situazioni di esasperato conflitto e genera un clima invivibile all’interno della scuola? E’
pura casualità o piuttosto siamo di fronte ad un esercizio scorretto della dirigenza scolastica? Alla luce degli
ultimi avvenimenti verificatisi, si deve ritenere che l’IPSIA GIORGI costituisca un caso unico di scuola
modello ed in tal caso tutte le altre andrebbero ad essa ricondotte, mediante una “rieducazione” di massa,
ovvero c’è effettivamente qualcosa e di molto grave che non va e quindi si rende opportuno un intervento
risolutore?
Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola di Potenza:
- esprimono piena solidarietà agli studenti dell’IPSIA GIORGI di Potenza;
- saranno a fianco del personale della scuola per tutte le iniziative che vorrà intraprendere a tutela dei
propri diritti e della propria dignità;
- presenteranno a breve un esposto all’amministrazione scolastica centrale e periferica, ed
eventualmente alla Procura della Repubblica, per denunciare i numerosi episodi a danno degli
studenti e del personale scolastico.