SANITA': OVER 65, BIMBI E INVALIDI ESENTI DA TICKET

I Sindacati  dei pensionati di CGIL, CISL e UIL di Basilicata sono fortemente preoccupati per gli effetti devastanti prodotti dalla crisi economica, nella nostra regione, sulle condizioni di vita delle fasce più deboli della popolazione, in particolare degli anziani e delle donne.

Naturalmente un quadro così drammatico richiede un impegno straordinario del governo centrale e del governo regionale nel ripensare le politiche di welfare locale, alla base di un’esistenza libera e dignitosa per tutti.

Abbiamo bisogno di ripensare un sistema di welfare solidaristico e inclusivo che garantisca i diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione e li renda esigibili per tutti, a partire dal diritto alla salute, alla cura, che il sistema pubblico deve garantire alla comunità.

Per fare questo ribadiscono Maria Lorusso, Vincenzo Pardi e Mario Capece segretari generali dello SPI CGIL,  FNP CISL e UILP UIL di Basilicata, occorre come primo atto:

eliminare le liste d’attesa soprattutto per la diagnostica, perché non è concepibile aspettare 10 mesi per dosare le medicine: questo è un attentato alla salute. Non sono tollerabili attese di 12 o 18 mesi per una visita che sarebbe possibile fare in intramoenia in  12-18 ore. Questa pratica non è degna di un Paese civile.

Oltre ad aspettare molti mesi, poi, tocca anche pagare il TICKET, una misura odiosa ed iniqua che i Sindacati dei pensionati unitariamente hanno già condannato nel luglio 2011, protestando pubblicamente.  Il governo regionale ignorando le ragioni dei pensionati di CGIL, CISL e UIL introdusse il TICKET sulla diagnostica e sulla farmaceutica.

Purtroppo ad oggi, nonostante gli impegni assunti, anche con le Confederazioni e pubblicamente sulla stampa nel mese di luglio 2012, in merito ad una rimodulazione e alla esenzione per le fasce più deboli, la questione sembra sepolta.

Il perdurare di questa situazione, purtroppo, incoraggia i cittadini a rivolgersi alla sanità privata, ma la cosa più drammatica è che date le condizioni economiche, e la diminuzione consistente del reddito delle famiglie, molti cittadini rinunciano a curarsi e a comprare le medicine creando danni inqualificabili alla propria salute.

Chiediamo alla politica e al governo regionale di interrogarsi seriamente su questi temi perché rimaniamo convinti che il grado di civiltà di una comunità si misuri proprio dalla garanzia di questi diritti per tutti i suoi cittadini.