Riteniamo davvero incomprensibile e pericoloso l’atteggiamento di Poste Italiane che, nonostante l’impegno ottenuto per l’eventuale coinvolgimento in attività territoriali da parte enti locali territoriali lucani, continua la sua folle corsa animata da tagli indiscriminati di servizi e posti di lavoro.
Un doppio gioco inaccettabile per un territorio come la Basilicata, dove l’orografia e l’alta percentuale di anziani fanno dei servizi di Poste Italiane un vero e proprio presidio di democrazia.
Un’azienda a forte partecipazione pubblica non può fondare tutta la sua azione imprenditoriale mettendo al centro solo e semplicemente la caccia agli utili, in particolar modo in un territorio da cui ha ottenuto lauti introiti, anche per la convenzione relativa alla distribuzione della carta carburanti.
Penalizzare il territorio, eliminare servizi fondamentali, creare disagi evidenti e pericolosi alla parte più debole della popolazione (anziani, ammalati, residenti in aree svantaggiate) non è una logica che può pagare in termini di investimento sul futuro.
Riteniamo indispensabile ed urgente, a questo punto, convocare un tavolo di confronto che veda coinvolti i Sindaci, la Regione, le parti sociali per discutere insieme delle misure da prendere per dare un segnale preciso a Poste Italiane.




























