Mercoledì 3 ottobre la Conferenza delle Autonomie Locali della Basilicata si è
espressa contro la monoprovincia lucana, in linea con le altre regioni dove insiste questo
problema, e per il mantenimento delle due province. Posizione indubbiamente condivisibile;
infatti se così non fosse, ciò renderebbe particolarmente complicato qualsiasi progetto di
riorganizzazione di competenze regionali.
Però bisogna prendere atto che fino ad ora ci si è attardati a ragionare solo di confini e
di risparmi. Adesso è giunto il momento di assumere il coraggio e la responsabilità di avviare
una discussione vera e concreta entrando nel merito di tale importante tema: intanto bisogna
stabilire quale importanza affidiamo al ruolo e alle funzioni attualmente svolte dalle province
e quindi capire come mai si è arrivati al punto che con una legge dello Stato si cancellano un
certo numero di province.
Occorre dunque riflettere se il ruolo delle province e la loro gestione di questi anni è
stata efficace per il territorio oppure se il loro ruolo è servito solo a rafforzare le reti clientelari
e l’autoreferenzialità della politica (ovviamente l’istituzione regionale non è esente da questo
ragionamento).
Premesso che crediamo nel valore dei presidi istituzionali territoriali ad ogni livello poiché
ciascuno di essi dovrebbe mirare e contribuire, in funzione delle sue specifiche competenze,
alla buona gestione della res pubblica, riteniamo essere non più rinviabile una seria
riflessione sul come ciò debba rendersi possibile, senza che la sussistenza di tali presidi possa
rappresentare dispendio o spreco di risorse pubbliche ma anzi ottimizzazione delle stesse per
raggiungere il fine primo, e da cui mai si dovrebbe prescindere, che è appunto il fare bene
funzionare la cosa pubblica.
Ed è per questo che bisogna non sottovalutare un aspetto che per noi è fondamentale:
qualsiasi riordino istituzionale, se non avrà basi e garanzie certe rispetto alle funzioni e
competenze che fanno capo all’ente che si vorrà riformare, metterà comunque a rischio sia il
mantenimento dei servizi su base provinciale e su base regionale sia la stessa ricollocazione
delle risorse umane.
La FP CGIL e la CGIL di Matera tornano a ritenere necessaria presso la Regione
BASILICATA, e perciò la risollecitano, l’apertura di un tavolo di confronto, allargato alle
altre parti sociali, per avere un confronto attento e congiunto rispetto all’orientamento da
assumere sugli assetti istituzionali della nostra regione: mantenere due presidi uno come
Regione (Potenza/Matera) e uno come Provincia (Matera/Potenza)? Trovare una soluzione
che determini comunque la salvaguardia dei presidi territoriali provinciali? E se così ci si voglia
orientare, quali e quante funzioni attualmente gestite dalle province dovranno restare in capo
ad esse e come si gestirebbero le funzioni che nel provvedimento del governo dovranno essere
riorganizzate dall’istituzione regionale? Bisogna confrontarsi per analizzare tali interrogativi che
non ci poniamo solo noi come sindacato ma anche i cittadini che meritano di ricevere chiarezza
rispetto a temi che ad oggi sono nebulosi, poco chiari.
Occorre insomma iniziare a rompere il ghiaccio ed incontrarsi nell’interesse esclusivo del buon
funzionamento della gestione dei nostri territori con una discussione altrettanto onesta e chiara.
Per noi è fondamentale il mantenimento dei servizi esistenti sui territori, che
vanno migliorati, rafforzati e resi maggiormente fruibili per i cittadini anche alla luce
dell’invecchiamento della popolazione e della frammentarietà dei nostri territori interni. Non
possiamo permetterci l’impoverimento di servizi pubblici essenziali per la collettività e un
peggioramento degli stessi. Vanno garantiti creando le condizioni per questo, non si può correre
il rischio del contrario.
Immediatamente dopo si dovrà aprire una discussione articolata
sul
riordino
complessivo del sistema endoregionale lucano che coinvolga l’intero sistema delle autonomie.
In questa partita Il fattore tempo assume un’ importanza primaria .
Per questo la FP CGIL e la CGIL di Matera chiedono alle istituzioni di porre con forza
al governo l’esigenza di posticipare la data di costituzione delle nuove province con la
possibilità concreta di derogare dai criteri popolazione/kmq fissati dal governo. Ciò potrebbe
garantire di intraprendere, con più serenità e fattiva concretezza, un ragionamento complessivo
sul riassetto delle Istituzioni in Basilicata.




























