“Tu interni…Io libero”

Mostra fotografica a cento anni dalla nascita di Franco Basaglia

Inaugurazione mercoledì 8 maggio – ore 17 – Museo provinciale di Potenza

 

Verrà inaugurata mercoledì 8 maggio al Museo provinciale di Potenza, alle 17, la mostra fotografica “Tu interni…Io libero” organizzata dalla Fp Cgil e dallo Spi Cgil della Basilicata. In esposizione sino al 12 maggio saranno gli scatti storici del fotografo Gian Butturini in occasione dei cento anni dalla nascita di Franco Basaglia, il medico che ha dato il nome alla più importante riforma della psichiatria in Italia, portando alla chiusura dei manicomi e a un nuovo approccio nella cura della malattia mentale. La mostra, a cura dell’Associazione Gian Butturini, testimonia il lavoro di Basaglia e della sua equipe nel trentennio 1975/1977 a Trieste, tornando poi dove tutto è cominciato nell'estate del 2006.

Interverranno Giuliana Scarano, segretaria generale Fp Cgil Potenza,; Angelo Summa, segretario generale Spi Cgil Basilicata; Alfonsina Guarino, direttrice Uoc Csm e responsabile Cd per pazienti psichiatrici autori di reato Asp; Andrea Barra, responsabile Spdc e strutture psichiatriche Dsm Asp; Antonio Corona, dirigente ufficio Sistemi di welfare della Regione Basilicata; Edoardo De Ruggieri, direttore Uosd Spdc e centri diurni Dsm Asm; Gisella Trincas, presidente Unione nazionale associazioni per la salute mentale; Marta Butturini, presidente Associazione Gian Butturini; Stefano Cecconi, segretario nazionale Spi Cgil.

“A distanza di oltre quarant’anni dalla approvazione della legge nazionale 180 e dalla scomparsa del suo ispiratore, non è questo solo un pur doveroso ricordo – spiegano Scarano e Summa - ma anche l’occasione per riportare all’attenzione le politiche nazionali e regionali per la salute mentale. In una fase di progressivo impoverimento della sanità, la salute mentale sconta più di altri servizi la sua intrinseca fragilità, con il rischio di una recrudescenza di inaccettabili tentazioni manicomiali. Il lascito e l’attualità di Basaglia sono tuttora nella vita di tante persone che grazie a lui hanno superato o evitato l’esclusione sociale e l’internamento nei manicomi e la sua lezione è mirabilmente documentata dalla pratica esemplare delle immagini anni settanta esposte in mostra, ricche di pathos ed empatia. Il grande psichiatra e medico umanista invitò il fotoreporter a Trieste per raccontare al mondo esterno l’immane sforzo che si stava compiendo mettendo in primo piano l’impegno verso la socialità e l’integrazione degli ospiti, liberandoli dal ruolo in cui erano stati relegati e rinchiusi. Con il suo reportage fotografico Butturini riuscì a mostrare all’intero Paese come venissero messe in gioco risorse educative, espressive, ludiche, comunicative e culturali nella cura dei pazienti nel metodo innovativo adottato da Basaglia. Basaglia dimostrò come le problematiche e il dramma di coloro che soffrivano di malattie mentali richiedevano un lavoro profondo nel quotidiano, tra la gente, nell’ambiente familiare e sociale di appartenenza per la crescita di un processo d’integrazione e restituzione della dignità alle persone. Il contrario della segregazione e dell’abbandono. Un’autentica rivoluzione che il medico riuscì ad ottenere con la legge 180, con tutto il suo portato di deistituzionalizzazione, di impegno politico nei territori, di lotta alle diseguaglianze, di inclusione sociale, di tutela dei diritti umani e di promozione del benessere e della salute.

Le immagini del reportage fotografico fanno ancora riflettere su quanto è stato fatto e resta da fare. L’impegno che la Cgil Basilicata intende portare avanti – concludono Summa e Scarano - è di continuare a garantire il diritto alla salute mentale, che coinvolge persone di ogni età e ceto sociale, senza ritorni violenti e repressivi più o meno camuffati al passato. Una presa in carico adeguata, con servizi socio sanitari di prossimità, interventi per i diritti sociali e civili che consentano alle persone con sofferenza mentale e alle loro famiglie di vivere nei propri contesti di vita quotidiana in sinergia con le esigenze di un migliore vivere sociale. Perché la salute mentale non venga considerata una questione di pochi ma un tema relazionale che ci riguarda tutti. Come diceva Franco Basaglia, “l’impossibile può diventare possibile”. Dipende anche da ciascuno di noi”.

Potenza, 6 maggio 2024