Il dibattito “Diritto alla salute bene pubblico universale”
chiude l’ottava edizione delle GIORNATE DEL LAVORO della Cgil Basilicata
In piazza Don Bosco a Potenza il ministro della Salute Roberto Speranza
e il segretario generale della Cgil nazionale Maurizio Landini
Summa: “Sanità e welfare siano il volano della Basilicata
su cui costruire il futuro dello sviluppo e del benessere delle persone”
“Il senso di questa ottava edizione delle Giornate del lavoro è riportare in piazza il con-fronto e la partecipazione democratica in un momento storico le cui decisioni incide-ranno sul futuro di tutti noi. Serve un grande piano nazionale su come allocare le risor-se per ricostruire un senso comune di paese. superando le tante diseguaglianze che la pandemia sta mettendo sempre più in evidenza. E la sanità e il welfare devono essere il volano della Basilicata su cui costruire il futuro dello sviluppo e del benessere delle persone”.
È quanto ha affermato il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa oggi a Potenza, in piazza Don Bosco, partecipando al dibattito “Diritto alla salute bene pubblico universale” in chiusura dell’ottava edizione delle Giornate del lavoro della Cgil Basilicata dal titolo “Un mondo nuovo”.
Introdotto dalla segretaria della Cgil Basilicata Giuliana Scarano e coordinato dal gior-nalista di Report Sigfidro Ranucci, all’incontro sono intervenuti il ministro alla Salute Roberto Speranza e il segretario generale della Cgil nazionale Maurizio Landini, oltre al presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e al direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani Giuseppe Ippolito in video conferenza e al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi.
“Il sistema sanitario lucano – ha proseguito Summa - ha vissuto un arretramento ri-spetto ai risultati discreti conseguiti negli anni precedenti con disegni di riordino e ri-forme ormai ferme al 2008. È mancata in questi anni un’idea strategica basata sui bi-sogni delle persone, abbiamo assistito solo a un’occupazione delle strutture gestionali al fine solo di controllare il consenso. Il metro di valutazione del giudizio che hanno i lucani della sistema sanitario regionale – ha commentato il segretario regionale - è ri-assunto nei parametri della migrazione sanitaria attiva e passiva con un saldo negativo di circa 40 milioni di euro, tra i peggiori saldi negativi delle regioni italiane. E se a que-sto aggiungiamo la drammatica situazione delle liste di attesa con un dato che in molte specialistiche si attesta anche a 780 giorni di attesa per avere una prestazione, è evi-dente come sia necessario pensare a un nuovo modello sanitario di assistenza, par-tendo dalla medicina territoriale e creando una effettiva rete integrata domicilio -territorio – ospedale”.
Sulla particolare situazione sanitaria in Basilicata derivata dalla pandemia, Summa ha precisato: “Pur in presenza di una oggettiva difficoltà nel reperimento di test diagnostici e dispositivi di protezione individuale la nostra regione non si è certo contraddistinta per celerità e lungimiranza e nella capacità di programmazione. La rete dell'igiene e sanità pubblica è ridotta a poche unità in anni di non curanza e mancano in alcuni casi le procedure organizzative e la capacità di ragionare nella logica dell'emergenza. Solo dal mese di aprile la regione si è dotata di strumenti informatici di gestione dell'emergenza e di ulteriori competenze che hanno agevolato la risoluzione di alcuni problemi .Poi oggettivamente si è anche distinta grazie a un minore carico di casi legati all'emergenza nella capacità di monitoraggio e prevenzione a differenza di altre regioni meridionali nella stessa condizione epidemiologica. Tuttavia, con queste carenze strutturali e organizzative – aggiunge Summa - se dovesse arrivare una seconda ondata più consistente le poche risorse del territorio sarebbero nuovamente in affanno e non vorremmo replicassero i modelli anarchici e la confusione che hanno imperato nel mese di marzo”.
Infine, un riferimento al neo corso di laura in Medicina all’Università di Basilicata. Se-condo Summa “è una grande opportunità, ma occorre definire il quadro delle risorse certe per un grande investimento su tutta l’università lucana e allo stesso tempo ga-rantire risorse adeguate al sistema sanitario regionale”.
Ha aggiunto Giuliana Scarano, della segreteria della Cgil Basilicata e segretaria generale della Fp Cgil di Potenza: “La pandemia ha messo in luce alcune grandi cri-ticità del nostro sistema sanitario, la prima è il consistente definanziamento della sani-tà pubblica, sottoposta a notevoli restrizioni (finanziarie, di personale, tecnologiche e strutturali), che hanno compromesso le condizioni di accesso ai servizi, soprattutto fra le categorie più deboli e nelle regioni più in difficoltà, aggravando le già importanti di-seguaglianze sociali e territoriali esistenti nel Paese e ingenerando differenze fra pove-ri e ricchi di salute. Così il welfare italiano ha assunto disparate forme che non garanti-scono nei diversi territori le medesime possibilità di cura. Rimettere al centro la sanità, i bisogni di salute dei cittadini significa dare effettività alla nostra costituzione e garanti-re il diritto alla salute come bene pubblico universale. Mai come in questo periodo ab-biamo pensato in maniera così preponderante ad uno dei diritti inalienabili di ciascun individuo. Tuttavia – ha proseguito - se il nostro sistema è stato resiliente rispetto alla pandemia lo si deve proprio alla legge 833 (che ha compiuto ormai i suoi primi 40 an-ni), con la quale il nostro paese si è dotato di un sistema sanitario pubblico a carattere universale. In questi anni l’impianto della legge non è mai stato messo in discussione esplicitamente, ma nei fatti è stato stravolto relegando in secondo piano la prevenzione, la riabilitazione e tutta la medicina territoriale per privilegiare l’assistenza ospedaliera”.
Proprio nella pandemia, secondo Scarano, “è emerso con chiarezza quanto la medici-na territoriale sia stata trascurata e depotenziata e che l’ospedalizzazione del virus non poteva essere una risposta alla epidemia dilagante. Ecco perché è necessario un ripensamento, una rivoluzione concettuale che rimetta al centro la sanità pubblica e abbandoni l’idea ospedalocentrica a favore degli altri luoghi di cura, del personale, del-le possibilità diagnostiche e terapeutiche ed elle prestazioni assistenziali a livello terri-toriale. È necessario - ha concluso - concepire un sistema sanitario nazionale e re-gionale con il coraggio di guardare oltre i limiti dell’emergenza, pensando al futuro e a ciò che deve cambiare. Ed è per questo che abbiamo posto al centro della nostra a-zione e di questa edizione delle Giornate del lavoro della Cgil Basilicata la sanità, uno dei temi più importanti che impatta sulla vita di tutti e che ha guidato in questi mesi la nostra azione di tutela sindacale. Il diritto alla salute è e deve essere un bene pubblico universale, il bene collettivo per eccellenza perché la salute di tutti dipende dalla salute di ognuno”.
Al dibattito è seguito un momento di intrattenimento musicale del cantautore Sergio Cammariere.
Potenza, 5/9/2020




























