VIII ed. GIORNATE DEL LAVORO CGIL BASILICATA
Mezzogiorno, istruzione, cultura
Cgil chiede un impegno straordinario a Regione e governo
Summa (Cgil Basilicata): “75% istituti lucani non è in grado di garantire
lezioni in presenza. Si intervenga adesso o sarà troppo tardi”
Sinopoli (Flc Cgil): “Nel 2020 centomila maturati rinunceranno
agli studi universitari, la maggior parte è al Sud”
Fracassi (Cgil): “Next Generation straordinaria occasione per il Mezzogiorno”
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Domani 5 settembre ministro Speranza e Maurizio Landini
in piazza Don Bosco a Potenza
“Fino a oggi abbiamo solo tamponato il problema scuola, ultimo frullatore nazionale: o si interviene adesso o dopo sarà troppo tardi”. Così il segretario generale Cgil Basilica-ta Angelo Summa ieri a Matera per il dibattito su “Mezzogiorno, istruzione, cultura” in apertura dell’ottava edizione delle Giornate del Lavoro della Cgil Basilicata dal titolo “Un mondo nuovo”. All’incontro, moderato dalla giornalista dell’Huffinghton Post, Angela Mauro, sono intervenuti anche il segretario generale Cgil Matera Eustachio Ni-coletti, il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, la vicesegretaria nazionale Cgil Gianna Fracassi, il segretario generale Flc Cgil Francesco Sinopoli, l’assessore re-gionale alle Attività produttive Francesco Cupparo e il professore di Economia e management Patrizio Bianchi.
“In Basilicata il 75% degli istituti superiori non è in grado di garantire la didattica in pre-senza – ha detto Summa – e a oggi è ancora impossibile avere un dato certo sul reclutamento del personale docente. Alla riapertura non mancheranno solo docenti e personale non docente, ma anche le risorse per fronteggiare ogni emergenza. Chiediamo alla Regione Basilicata e al governo nazionale un impegno straordinario. Non è il momento di sottrarre risorse alla scuola, perché è lì la nostra speranza di futuro.
Investire in formazione e nella scuola – ha precisato il segretario della Cgil Basilicata - è fondamentale per affrontare i veri cambiamenti della società e le democrazie hanno bisogno di cittadini consapevoli. I tagli fatti alla scuola e all’università dal 2018 a oggi, mentre altri paesi investivano, hanno portato il nostro paese al penultimo posto in Eu-ropa per numeri di laureati tra i 25 -34 anni e all’ultimo posto per la fascia di popola-zione tra i 15 -29 anni che non studia e lavora. O consideriamo la crisi un’occasione per procedere più avanti di quanto sia stato fatto finora – ha continuato Summa - o non ce ne sarà un altro tempo. Ecco perché occorre un serio piano di ripartenza su sanità, scuola, infrastrutture, amministrazione pubblica, digitalizzazione, sostenibilità. E su questo ci impegneremo affinché il governo si confronti su queste proposte prima del 15 ottobre, che è la data di presentazione del piano a Bruxells”.
Per Summa “la fiscalità di vantaggio per il sud è una prima risposta, ma insufficiente senza un grande piano di investimenti che oggi si può realizzare destinando una parte rilevante del Recovery Fund in infrastrutture, alta velocità, Zes, un nuovo piano ener-getico sostenibile e soprattutto sull’ammodernamento della pubblica amministrazione e sulle infrastrutture sociali che sono l’innervatura dello sviluppo del nostro territorio”.
In questo quadro rientra a pieno diritto la scuola. Dalla fotografia scattata dal segreta-rio generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli “la pandemia e il conseguente lockdown hanno fatto emergere in Italia vecchie e nuove disuguaglianze, in particolare per effetto delle lezioni a distanza, sia a scuola che nell'università. In particolare,studenti e docenti, anche universitari, nel Mezzogiorno hanno subito maggiormente lo stato di abbandono e i tagli operati dai governi in questi anni, al punto che oltre un milione e mezzo di loro non hanno partecipato, per ragioni economiche e di povertà diffusa, alle attività didattiche a distanza. E su questo – ha sottolineato - hanno ragione i tanti diri-genti scolastici del sud a lamentarsi della presenza di tablet e pc resi inutilizzabili dall'assenza di connessione a banda larga o ultralarga. Segnalo che si tratta di un problema per l'intero Paese, sul quale intervenire immediatamente con massicci inve-stimenti pubblici, prima che sia troppo tardi”. Secondo Sinopoli “saranno almeno cen-tomila i giovani maturati nel 2020 che dovranno rinunciare alla formazione universitaria per ragioni economiche o di sopraggiunta povertà, negandosi sogni e prospettive futu-re. Gran parte di loro risiede al sud”. La questione meridionale emerge così “anche come diritto negato allo studio. In tal modo, per le giovani generazioni, del Mezzogior-no e di ogni altra area depressa della nazione, la scuola e l'università, e in generale il sapere e l'istruzione – ha concluso Sinopoli - perdono di senso, alimentando la sacca dei neet, bloccando di fatto il germe dello sviluppo e la speranza di una nuova fase di rilancio”.
Ha aggiunto la vicesegretaria nazionale Cgil Gianna Francassi: “L’istruzione e la cultu-ra rappresentano le leve principali per fare e mantenere coesione sociale, per garanti-re il principio di eguaglianza e di pari dignità, ma rappresentano anche presupposto di libertà e partecipazione democratica, proprio a partire dal lavoro. Si apre una possibili-tà forse irripetibile, la definizione del piano nazionale per la ripresa e resilienza soste-nuto dalle risorse europee di Next Generation Eu. È una straordinaria occasione per il Mezzogiorno del paese che non possiamo perdere. Occorre affrontare i divari territo-riali che si sono ampliati negli anni che abbiamo alle spalle a partire dal welfare, in primis istruzione e sanità, ripensare a nuove politiche industriali governate dallo Stato, affrontare la sfida ambientale e la riconversione ecologica delle produzione. Per la scuola – ha concluso – significa un piano straordinario per l’edilizia scolastica e per i servizi della prima infanzia, significa scuola dell’infanzia obbligatoria, significa riformare strutturalmente il nostro sistema scolastico e innalzare l’obbligo da 3 a 18 anni e de-finire un sistema strutturato di formazione permanente”.
Dal segretario generale Cgil Matera, infine, un monito a investire nella conoscenza nella sua più ampia accezione di formazione, cultura e istruzione: “L’istruzione si collo-ca all’interno di un processo culturale che non è esclusivo per determinare la cono-scenza – ha detto – e va correlata al territorio. Il rapporto di Save the Children ci mo-stra come la povertà educativa in Basilicata non sia dovuta agli effetti della scuola ma alla mancanza di stimoli che, intrecciati all’istruzione, determinano la conoscenza in generale. Nel caso di Matera, affinché si affermi come sito culturale, è necessario si connoti per una biblioteca fruibile, un archivio, strutture che servono ad ampliare la formazione della conoscenza”.
Al dibattito è seguita l’esibizione del Landmusic for drums, piano, Pads & other Instru-ments (Francesco Rondinone Drums & Pads / Mi-chele Ciccimarra drums / Biagio Or-landi sax / Andrea Salvato, EWI e flauto / Loredana Paolicelli, piano & Musics / Luca Acito video live).
PROGRAMMA DOMANI 5 SETTEMBRE – POTENZA – PIAZZA DON BOSCO
Le Giornate del lavoro proseguiranno domani sabato 5 settembre, a Potenza, con ap-puntamento alle 17.30 in piazza Don Bosco. Al dibattito “Diritto alla salute bene pubblico universale”, introdotto dalla segretaria della Cgil Basilicata Giuliana Scarano e coordinato dal giornalista di Report Sigfidro Ranucci, interverranno il ministro alla Salute Roberto Speranza, il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani Giuseppe Ippolito, il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa, il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e il segretario generale della Cgil nazionale Maurizio Landini.
Al dibattito alle 21.30 seguirà un momento musicale con Sergio Cammariere. Ricor-diamo che l’accesso alla piazza è contingentato nel rispetto delle norme anti covid previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri. È consentito l’ingresso soltanto ai visitatori con mascherina che hanno prenotato sulla piattaforma dedicata e che mostreranno all’ingresso apposito biglietto (cartaceo o in formato digitale). I posti, a sedere, sono stati predisposti in accordo con prefettura e questura nel rispetto delle norme del distanziamento sociale.
Potenza, 4/9/2020




























