Consultazione sulla programmazione del Fondo Non Autosufficienza – Triennio 2019 -2021.

SPI CGIL FNP CISL UILP UIL Basilicata ritengono innanzitutto che la Regione Basilicata debba dotarsi di un Piano Regionale per la Non Autosufficienza, piano che le OO.SS. dei pensionati confederali stanno chiedendo da molto tempo a partire dal 22.06.2016, e che sia del tutto insufficiente l’adozione di un semplice atto di programmazione degli interventi e dei servizi necessari per l’attuazione del Piano Nazionale per la Non Autosufficienza, come previsto all’art.1 del DPCM 21 novembre 2019.

Il documento regionale sottoposto alla consultazione delle parti sociali riassume sinteticamente gli interventi che si sono succeduti nel tempo a livello regionale in materia di non autosufficienza, senza che gli stessi siano inseriti in un quadro di programmazione regionale ed in un percorso che possa gradualmente garantire livelli essenziali delle prestazioni socio sanitarie e socio assistenziali su tutto il territorio regionale e la presa in carico effettiva delle persone non autosufficienti.

La regione Basilicata, con il coinvolgimento delle parti sociali e degli enti locali, si è dotata negli ultimi anni delle Linee Guida per la formazione dei Piani Intercomunali dei Servizi Sociali e Socio Sanitari che, dopo tanti sforzi e sollecitazioni del sindacato, sarebbero dovuti partire dal 1 gennaio 2019. Purtroppo l’iter di costruzione definitiva dei Piani Intercomunali non si è concluso perché nell’ultimo anno è mancato il ruolo di coordinamento della regione e tutte le criticità più volte segnalate dal sindacato e dagli stessi comuni capofila degli Ambiti Territoriali, a partire dall’assetto organizzativo e funzionale dell’Ufficio di Piano d’Ambito, non hanno trovato soluzione. Nel documento si parla ancora genericamente che gli Ambiti Territoriali, come ridefiniti nelle Linee Guida, stanno producendo i nuovi piani senza alcuna indicazione certa dei tempi mentre potevano rappresentare un tassello importante per la costruzione della rete regionale integrata dei servizi socio assistenziali e socio sanitari.
Vengono confermati gli indirizzi previsti nel Piano Regionale integrato della Salute e dei Servizi alla persona e alla comunità 2012-2015 approvato con Delibera del Consiglio regionale n. 317 del 24.07.2012, indirizzi ripresi nelle Linee Guida, per quanto attiene agli Ambiti territoriali, ai Punti Unici di Accesso alle prestazioni, alla Valutazione Multidimensionale, al Progetto Personalizzato, ma tutte le misure restano largamente inattuate nonostante il lungo tempo trascorso.

La Regione Basilicata inoltre non ha ancora dato attuazione alla D.G.R. n. 1100 del 30.10.2018 sulle disabilità gravissime, come più volte richiesto dai sindacati confederali dei pensionati, e nel documento vengono sinteticamente ribadite le modalità per dare attuazione alla stessa senza indicare impegni certi. Nonostante i numerosi solleciti e gli incontri tenuti presso il dipartimento ancora non sappiamo se siano state concordate, con gli Enti e le Aziende sanitarie, tutte le modalità per dare attuazione alla delibera e sia stato redatto l’avviso pubblico che dovrà essere emanato dagli Ambiti Territoriali per dare corso alle domande ed evitare che i disabili e le loro famiglie siano ulteriormente penalizzati.

Tutte le misure di supporto alle persone con disabilità ed in condizione di non autosufficienza descritte nel documento prevedono trasferimenti monetari alle famiglie senza uno sforzo per organizzare una rete di servizi sociali e socio sanitari di supporto alle persone disabili ed alle famiglie che consenta alle stesse di migliorare le loro condizioni di vita.
Le risorse destinate agli interventi per la non autosufficienza e per i Progetti di Vita Indipendente sembrano essere soltanto quelle provenienti dal FNA 2019-2021.

Spi Fnp e Uilp Basilicata ritengono che nella programmazione degli interventi sia opportuno tener conto inoltre delle mutate condizioni dettate dall’emergenza Conid-19 e che potrebbero indurre ad una rivisitazione dell’organizzazione dei servizi socio sanitari e socio assistenziali a livello territoriale anche a partire dalle nuove misure in campo sanitario e dai finanziamenti aggiuntivi destinati a potenziare il FNA ed i Progetti di Vita indipendenti ma anche a rilanciare gli interventi territoriali ( Unità per Continuità Assistenziale, infermiere di quartiere).

Per una valutazione del contesto generale in cui inserire le misure indicate nel documento di programmazione non possiamo che partire dalla demografia regionale e dalla stessa trarre utili indicazioni. In assenza di dati certi sul numero delle persone non autosufficienti residenti nella regione, dati che la regione avrebbe dovuto rilevare entro il primo trimestre dell’anno 2017 ( art.3 comma 5 del DM 21 settembre 2016), potremmo utilizzare alcuni indicatori provenienti dallo studio della popolazione, adottati anche a livello nazionale per il riparto del FNA, per individuare il numero approssimativo delle persone che potenzialmente potrebbero costituire la domanda di servizi per la non autosufficienza.

La popolazione di età pari o superiore a 65 anni è pari al 23% ( n. 129.395 persone) della popolazione residente in Basilicata il 1 gennaio 2019 ( n. 562.896 residenti), mentre la popolazione di età pari o superiore a 75 anni è l’11,9 % ( n. 66.822 persone). Nel Piano nazionale sulla non autosufficienza, adottato con DPCM del 21 novembre 2019, viene evidenziato che la quota di anziani ultra 75enni, beneficiari di interventi a valere sul FNA, pur con tutti i limiti relativi alla raccolta dati, è risultata essere quasi la metà del totale dei beneficiari. Tale dato è importante perché in Basilicata stiamo registrando negli ultimi anni un’accelerazione dell’invecchiamento della popolazione, con un aumento notevole dell’indice di vecchiaia, e l’aumento dell’età comporterà una crescita della disabilità.

Il DM 21 settembre 2016 individua, nei percettori dell’indennità di accompagnamento e nelle persone definite non autosufficienti ai sensi dell’allegato 3 del DPCM n. 159/2013, le persone in condizione di disabilità gravissima. Le indennità di accompagnamento pagate dall’Inps in Basilicata al 31.12.2018 sono n. 21.187 – CIV Inps Rendiconto sociale 2018, mentre i dati Istat 2017 stimano che in Basilicata ci siano circa 33.000 persone con disabilità grave. La combinazione tra questi numeri potrebbe costituire indicativamente la platea delle persone da prendere in considerazione per programmare gli interventi per le persone non autosufficienti. La stima è in linea con i dati nazionali che quantificano in oltre 3 milioni il numero di persone non autosufficienti mentre le indennità di accompagnamento erogate dall’Inps sono di molto inferiori.

La pianificazione degli interventi regionali per la non autosufficienza deve pertanto, tener conto di questi numeri nel programmare i servizi socio sanitari e socio assistenziali volti a migliorare la qualità, la quantità e l’appropriatezza delle risposte assistenziali per le persone non autosufficienti. La rete dei servizi offerti dovrà favorire la vita indipendente e la domiciliarità e privilegiare interventi integrati sul territorio – servizi di cura, di prossimità e di supporto alle persone con disabilità insiti al contesto territoriale.

Nel documento regionale, si privilegia l’assistenza indiretta attraverso l’intervento di natura monetaria a supporto della persona non autosufficiente e della sua famiglia per tutte le misure e si prevede una rimodulazione e potenziamento dell’Assegno di cura già in essere. Il trasferimento di natura monetaria, viene fatto notare nel Piano Nazionale della Non autosufficienza, deve essere destinato all’acquisto di servizi di cura e assistenza domiciliare, che potrebbero essere erogati dal pubblico, e comunque non può essere considerato un’indennità al pari dell’indennità di accompagnamento. Inoltre, essendo una prestazione destinata a persone con disabilità gravissima, la valutazione della condizione economica di accesso dovrà essere rapportata a valori ISEE molto alti rispetto ai valori Isee attualmente utilizzati per l’assegno di cura o per altri interventi come quelli definiti nei bandi a valere sui Fondi Europei e l’Isee da utilizzare è quello per prestazioni di natura socio sanitaria.

L’intervento di natura monetaria deve diventare una scelta del beneficiario o una opportunità suggerita nell’ambito della valutazione multidimensionale e del progetto personalizzato e quindi gradualmente bisogna organizzare un sistema di servizi territoriali per le persone non autosufficienti/disabili che diventi permanente nell’ambito della riorganizzazione del Sistema sanitario e socio assistenziale regionale.
Bisogna privilegiare l’offerta di servizi/prestazioni che consentano l’accesso al maggior numero di persone non autosufficienti su tutto il territorio regionale.

L’assegno di cura, nell’attuale regolamentazione, prevede criteri di accesso stringenti ed il contributo economico non viene garantito nemmeno a tutti coloro che rientrano in tali criteri perché le risorse sono insufficienti. Il criterio attuale per l’accesso all’assegno di cura dovrà necessariamente essere rivisto a partire dal livello di reddito Isee che quantomeno dovrà essere uniformato ai limiti di reddito Isee stabiliti nei bandi emanati dalla regione per l’accesso ai servizi domiciliari per gli anziani (Bandi Fondi Europei).
Bisogna, una volta stabiliti i criteri di accesso, garantire il contributo a tutti gli aventi diritto, e prevedere contemporaneamente servizi di cura e assistenza domiciliare, che potrebbero anche essere acquistati con l’assegno stesso. Tali servizi vanno garantiti a tutte le persone non autosufficienti che volessero usufruirne, anche prevedendo forme di contribuzione, per coprire i costi, modulati secondo livelli di reddito Isee. Il prossimo avviso pubblico sull’assegno di cura dovrà prevedere la possibilità dell’inserimento continuo nel corso degli anni di nuovi beneficiari, utilizzando ad esempio le stesse modalità adottate dall’Inps per l’home care premium, evitando che con l’approvazione della graduatoria la stessa resti bloccata fino ad esaurimento della stessa.

 

SPI CGIL FNP CISL UILP UIL Basilicata sulla scorta delle considerazioni precedenti ed, anche al fine di creare nuove occasioni di lavoro nel campo dell’assistenza alle persone anziane e alle persone con disabilità, in presenza di una domanda di servizi e prestazioni molto più importante numericamente, parliamo di oltre 30.000 persone cui dare risposta rispetto ad alcune migliaia di persone che attualmente hanno accesso alle misure regionali, propongono alla regione Basilicata di istituire il Fondo Regionale per la non autosufficienza alimentato dalle risorse nazionali e da risorse regionali non inferiori al finanziamento proveniente dallo Stato, fondi che dovranno essere aggiuntivi rispetto a tutti gli altri interventi e/o finanziamenti destinati attualmente per coprire i costi di servizi/prestazioni per le persone non autosufficienti/disabili/anziani. È opportuno chiedere a tutti i Comuni della regione di impegnare più risorse per la spesa sociale, in particolare per quella riservata agli anziani ed ai disabiliti. È necessario inoltre, lo stanziamento di risorse aggiuntive per finanziare i Piani Intercomunali al fine di potenziare l’assistenza socio sanitaria territoriale anche tenendo conto delle misure previste nel decreto n. 34 del 20 maggio 2020.

Per i Progetti di Vita Indipendente è importante che la Regione Basilicata abbia esteso gli interventi a tutti gli Ambiti Territoriali con DGR n.1229 del 17.11.2017 ed emanato le Linee Guida per i progetti ma non c’è alcuna menzione dei progetti approvati o in fase di realizzazione e pertanto sarebbe opportuno fornire informazioni più dettagliate sui progetti presentati e sullo stato di avanzamento degli stessi, a partire da quelli finanziati dal FNA, e confermare i finanziamenti regionali inserendoli nella tabella da inviare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Infine, anche alla luce degli ultimi confronti tenuti con l’Assessore alle Politiche della Persona riteniamo che non sia più rinviabile l’adozione di una legge regionale per l’accreditamento di tutte le strutture che svolgono servizi socio-sanitari e socio-assistenziali per le persone anziane/disabili per tutte le ragioni più volte rappresentate e perché ospitano al loro interno persone non autosufficienti, anche approfittando della mappatura realizzata nella gestione degli interventi legati all’emergenza covid-19.
Chiediamo inoltre che le misure previste nel documento di programmazione siano rese immediatamente operative ed esigibili per le persone che dovranno beneficiarne, evitando ritardi incomprensibili soprattutto quando gli interventi sono destinati a persone con disabilità gravissime.

Potenza, 27 maggio 2020
I Segretari Generali
SPI CGIL FNP CISL UILP UIL Basilicata
N. Allegretti E. Zuardi C. Vaccaro