Protesta lavoratori appalti scuole

 Presidio a Potenza – martedì 19 novembre – ore 9.30 – palazzo della Prefettura

 

 

In concomitanza con altre città italiane, martedì 19 novembre, alle ore 9.30, davanti alla sede della Prefettura di Potenza si terrà un presidio dei lavoratori degli appalti nelle scuole promosso da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs.

 I sindacati lamentano la mancanza di ascolto la non completa assunzione di responsabilità da parte del governo e della politica sulle conseguenze dell’applicazione della legge del 30/12/2018 e del decreto interministeriale che, per come strutturati e per i criteri contenuti, vedranno seppur la positiva assunzione di 11mila persone, la perdita - di contro - di occupazione e reddito di molte altre migliaia di lavoratrici e lavoratori; conseguenze che stanno provando ad attribuire all'altrui responsabilità, mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri.

 I sindacati hanno ribadito più volte come la legge di Bilancio 2019, per la rigidità dei suoi contenuti e criteri individuati senza nessun confronto con le organizzazioni sindacali, avrebbe avuto gravi conseguenze sulla continuità occupazionale e di reddito di tutti i lavoratori presenti negli appalti scuole. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs lo hanno scritto e dichiarato nei documenti e nel corso delle tante iniziative svolte, e lo hanno ripetuto nelle due occasioni nelle quali sono state convocate dal solo Miur; occasioni nel corso delle quali è stato chiesto di modificare e integrare il decreto e la legge al fine di dare continuità di reddito e di occupazione a tutte le lavoratrici e ai lavoratori degli appalti delle scuole a partire dalla possibilità di utilizzare e non tagliare i 170 milioni stanziati da anni per “Scuole Belle”.

 

In Basilicata sono circa 200 i lavoratori del settore, a fronte dei 165 posti accantonati secondo i dati del Miur. Considerando che a livello nazionale i posti accantonati sono circa 11.000 a fronte di una platea di 16.000 occupati, è evidente il rischio di numerosi esuberi sul territorio lucano. Molte le imprese che in altre regioni sembrano indirizzate a cautelarsi rispetto alle quantità economiche che dovranno versare come contributo per la collocazione in Naspi, senza preoccuparsi attivamente per il futuro degli oltre 16mila lavoratori che sono alle loro dipendenze e per i quali, nel recente incontro, hanno confermato i licenziamenti.
Le organizzazioni sindacali chiedono pertanto con un urgenza al governo e alla Presidenza del Consiglio di trovare soluzioni e modifiche al decreto, al fine di realizzare l’internalizzazione dando continuità al servizio nelle scuole e risposta all’occupazione, affinchè nessun lavoratore rimanga escluso. Allo stesso tempo è necessario che la protesta veda anche un coinvolgimento dei territori. Per questo motivo i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs chiedono un incontro al Prefetto di Potenza e un intervento urgente del governo regionale.