Precari Regione Basilicata e assunzione lavoratori enti terzi: si proceda alla stabilizzazione dei precari e si indica concorso unico

Il Consiglio regionale provveda ad abrogare la norma “salva comandati”

 

La Regione Basilicata indica il prima possibile il concorso unico distinto per profili professionali e ponga fine alle anomalie e ai paradossi tutti lucani con i quali si gestisce l’ingresso negli enti regionali e locali. Non esistono altre strade.

Il passaggio diretto nei ruoli regionali del personale appartenente a enti pubblici economici o a società a totale partecipazione pubblica in servizio da almeno cinque anni presso gli uffici della Regione Basilicata non solo introduce surrettiziamente una “nuova modalità di ingresso” nella pubblica amministrazione in dispregio delle disposizioni statali che disciplinano la materia ma mette il Consiglio regionale di Basilicata nella condizione di avocare a sè il potere legislativo su una materia che è sottratta alla sua competenza.

Fa specie tanta attenzione e solerzia finalizzata a garantire alcune particolari posizioni a fronte di tanto immobilismo rispetto ad istanze e attese dei lavoratori la cui stabilizzazione è tuttora ferma e a fronte della stessa pervicace disattenzione con cui all’epoca si optò per l’esternalizzazione dell’assistenza tecnica che coinvolgeva oltre 120 lavoratori precari che oggi dipendono da società di consulenza privata. Insomma, si fa rientrare nel calderone regionale un po’ di tutto in assenza di un disegno organizzativo nuovo.

Con l’approvazione del decreto Madia la Regione Basilicata non ha più alcun alibi: niente collaborazioni coordinate e continuative nella pubblica amministrazione.

“È fatto divieto alle amministrazioni pubbliche - si legge all’articolo 22, comma 8 - di stipulare contratti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”. Prescrizione accompagnata anche dalla nullità dei contratti stipulati e da pesanti responsabilità erariali e dirigenziali per i dirigenti che non la rispettino.

 

Per queste ragioni chiediamo al Consiglio regionale di Basilicata di abrogare la norma cosiddetta “slava comandati” alla prima seduta utile e alla Regione Basilicata di avviare i percorsi di stabilizzazione dei lavoratori precari, a partire dalla definizione del piano triennale dei fabbisogni, piano che, come più volte ribadito, deve allungarsi anche al quinquennio per consentire una proiezione utile della progressiva stabilizzazione di tutti i lavoratori e ribadiamo la necessità e l’urgenza di disporre un concorso unico.

 

Segretaria Generale
FP CGIL Potenza
Giuliana Scarano