Anziché provare vergogna per i comportamenti assunti in tutti questi anni, connotati da continue offese, soprusi e vessazioni nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici, così come gli stessi hanno denunciato, il signor Conte, responsabile amministrativo dello screening di Basilicata, si è rimesso in movimento minacciando le lavoratrici e paventando loro il licenziamento se non avessero ritirato il comunicato, fino a costringere 5 dei 30 lavoratori a fare una nota a suo sostegno.
Il signor Conte smentisce ancora una volta se stesso: dopo le vergognose esternazioni fatte su Facebook, dopo aver chiesto pubblicamente scusa per le stesse dichiarando che si è trattato di uno sfogo di pancia, ritorna sui suoi passi provando ad irretire i lavoratori di FORA.
Siamo ormai in presenza di azioni gravissime: sia chiaro a tutti che se non si ripristina la piena legalità e il pieno rispetto dei lavoratori all'interno di quella azienda, a partire dalla rimozione di conte dall’incarico rivestito, attiveremo tutte le azioni a disposizione, dallo sciopero generale alle denunce a tutti gli organi giurisdizionali competenti, compresa la Procura affinché apra un inchiesta a tutela della libertà e della dignità violata dei lavoratori. Infine se esiste ancora in Basilica una istituzione chiamata Regione faccia sentire la propria voce.
Fa veramente specie di fronte alla portata di questi soprusi e alle vergognose e deliranti esternazioni di Conte, che il mondo politico nella quasi totalità, sia da destra che da sinistra, ad eccezione di Leu che con Giannino Romaniello ha chiesto l’immediata rimozione del responsabile dello screening, non abbia rilasciato alcuna dichiarazione in merito alla vergognosa vicenda. Anche lo stesso comunicato della vice presidente Franconi risulta ambiguo e non teso a condannare fermamente quanto accaduto, prendendo le contromisure necessarie e indifferibili. Il rinvio dell’incontro previsto per la data odierna con i vertici di Fora, convocati nell’imminenza dalla Presidente facente funzioni, è una grave conferma che ci sia una sottovalutazione dell’episodio che nel corso di questi due giorni ha travalicato la sfera social delle pur gravissime esternazioni, entrando a gamba tesa nella vita dei coraggiosi lavoratori e delle lavoratrici che da anni subiscono in silenzio soprusi e vessazioni e che hanno trovato nell’episodio la forza di denunciare quanto stanno subendo, mettendoli in una situazione di grave incertezza e intollerabile pressione da colui che continua ad essere il loro responsabile.
Voglio solo ricordare che quella dello screening e della radioterapia sono servizi sanitari e quindi di funzione pubblica, pagati con risorse pubbliche atte a salvaguardare la salute dei cittadini. In questa sfera di privato c’è ben poco, se non un paradossale e discutibile affidamento del servizio, come dalla Cgil denunciato a più riprese, in continuo stato di proroghe.
Angelo Summa
Segretario generale Cgil Basilicata




























