La domanda che pone il giornalista Pisticcese sulle pagine della di un noto quotidiano locale,
nell’articolo datato 21 agosto 2012 , se l’impianto di depurazione comprensoriale dell’area
industriale della Valbasento è paragonabile all’ILVA di Taranto ha una sola risposta secca, senza se
e senza ma : NO.
Se il giornalista conosce fatti precisi li dichiarasse.
Lo affermiamo con cognizione di causa noi Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza della
società Tecnoparco.
Ritorniamo da alcuni anni ciclicamente sull’argomento per chiarire all’opinione pubblica che
l’impianto di depurazione non è un mostro, ma uno strumento complesso al servizio della
tutela ambientale del territorio lucano e non solo. L’impianto biologico di depurazione è e sarà
indispensabile ingranaggio per la tanto attesa bonifica dell’intera area industriale della Valbasento.
L’impianto biologico di depurazione gestito dai lavoratori della Tecnoparco, cittadini della
provincia di Matera, è strategico per il corretto funzionamento delle discariche lucane.
L’impianto biologico di depurazione comprensoriale è al servizio delle attività industriali della valle
e ne facilita la conduzione quotidiana.
L’impianto biologico di depurazione progettato e dimensionato per servire l’intera area industriale
Ferrandina Pisticci ( ci riferiamo ad attività di chimica pesante, con lavorazioni di derivati del
petrolio ad alto impatto ambientale ) è oggi al servizio del territorio lucano per contribuire all’eco
sostenibilità dell’estrazioni petrolifere.
L’impianto biologico di depurazione condotto da
di “merendine” , ma un complesso impianto dove sono gestiti prioritariamente reflui industriali e
che negli anni ha visto massicci investimenti in tecnologie e formazione delle maestranze, sul quale
esistono investimenti cantierizzati e formalizzati alla RSU e alla RLS per “coprire” le vasche di
trattamento dei reflui.
La RLS a seguito delle notizie apparse sui media, in riferimento alla lettera del Sindaco di Pisticci,
ha richiesto e subito avviato un confronto con la dirigenza della Tecnoparco per verificare eventuali
disservizi accaduti nell’intera area industriale per meglio comprendere la provenienza degli “odori”
avvertiti. L’area industriale ha fortunatamente in produzione delle fabbriche chimiche che hanno
i loro “odori” caratteristici e che come un DNA si portano dietro anche con i reflui che arrivano
all’impianto di depurazione Tecnoparco.
E’ necessario inoltre chiarire che le Istituzioni Locali e Regionali hanno tutti gli strumenti per
spiegare ai cittadini del Quartiere Residenziale cosa succede dal punto di vista produttivo nella
Tecnoparco VBA
Valbasento e come vengono gestite le attività industriali e di servizio. Le Istituzioni Locali hanno
dati analitici a loro disposizione per decodificare la “puzza”. Il “mostro mitologico” non può
essere evocato con una semplice analisi organolettica, altrimenti cadiamo nello stesso errore che
denunciamo per la chiusura del laboratorio di analisi dell’Ospedale di Tinchi: chiediamo ai medici
di dosare il farmaco ai pazienti affetti da malattie per la tiroide “annusando” e “assaggiando”
l’urina.
Chiudiamo con una riflessione: come può accadere che un imprenditore lucano decida di
promuovere un’attività di ristorazione di alta qualità
Residenziale) se, esperto decennale del settore dell’igiene ambientale, è inondato da “odori
nauseabondi”? Tanti giovani scendono in Valle e la sera festeggiano anche ai bordi della Piscina di
questa piccola oasi creata affianco al “mostro mitologico”.
nell’area industriale ( zona Quartiere




























