convocazione

È alquanto singolare che ieri l’Assessore Viti abbia convocato solamente Cisl e Uil per l’esame congiunto della cassa integrazione guadagni in deroga relativa all’azienda Sistemi Sospensioni (gruppo Fiat), considerato che non si trattava di aspetti relativi al contratto aziendale, che si regolano tra le parti, ma semplicemente di ammortizzatori sociali, le cui regole e linee guida sono state sottoscritte da tutte le Organizzazioni Sindacali.

Quanto dichiarato dall’Assessore Viti nella mattinata di oggi non corrisponde a verità, infatti, l’assessore non  ha mai contattato la nostra organizzazione sindacale e anzi, siamo stati noi ad informarlo che nessuna convocazione ci era giunta, nonostante fossimo sottoscrittrori dell'accordo sugli ammortizzatori in deroga del febbraio e giugno scorso.

Ma la questione è un’altra: può la Regione decidere arbitrariamente di non convocare la CGIL, il sindacato più rappresentativo a livello nazionale e regionale? La Regione è un soggetto autonomo ed indipendente o si fa portatore di una parte, in questo caso l'azienda Fiat?

Un atto gravissimo da cui emerge la scarsa autonomia dell‘Assessorato e del dipartimento Formazione e Lavoro dalle parti datoriali e, nel caso di specie, dalla Fiat, se consideriamo che  tutte le altre richieste di trattazione della cassa integrazione in deroga sono state, invece, oggetto di convocazione unitaria e di confronto con  tutte le Organizzazioni Sindacali rappresentative.

Quello che emerge, purtroppo, è la superficialità con cui alcuni rappresentanti delle istituzioni affrontano la fase della crisi in cui si trova il nostro Paese, con la conseguente sottovalutazione degli effetti devastanti sui tanti lavoratori che rischiano il posto di lavoro.

Invece di rendersi complici di pratiche di rottura del fronte sindacale, per una eccessiva “sensibilità” verso la parte datoriale, le istituzioni dovrebbero fare ogni  sforzo per ricercare intese al fine di dare una prospettiva ai lavoratori di questa Regione.

Infine colpisce la faziosità dei dirigenti dell'assessorato che si sono persino rifiutati, su richiesta formale della FIOM e della CGIL, di consegnare una copia dell'accordo sottoscritto qualche ora prima (alla faccia delle norme sulla trasparenza nella pubblica amministrazione.

Questi fatti sono ancor più gravi e preoccupanti se contestualizzati all’interno di un territorio governato da partiti del centro sinistra che, anche recentemente, nelle diverse conferenze nazionali sul lavoro, si sono espressi a favore del diritto dei lavoratori a farsi rappresentare da chi viene eletto liberamente e democraticamente. Ci auguriamo che tali episodi non si ripetano, altrimenti tuteleremo il diritto degli iscritti alla CGIL e la funzione stessa del nostro sindacato in tutte le sedi politiche e giudiziarie.

È bene che l’Assessore tragga le giuste conclusioni sulla vicenda con atti concreti, in quanto rappresentante istituzionale di tutti e non solo di alcuni.