Le scriventi OO.SS. denunciano l’ennesima strumentalizzazione e provocazione da parte
dell’azienda CASAM, affidataria del servizio di trasporto pubblico locale in Matera, che ha
avviato la procedura di mobilità, ex legge 223/91, mettendo in discussione e dichiarando in
esubero ben 29 posti di lavoro.
Le scriventi, in un incontro tenutosi in data 30.07 u.s. con l’azienda, avevano invitato la
stessa a non attivare alcuna procedura di licenziamento legata ai tagli chilometrici che
l’Amministrazione comunale di Matera ha previsto per il solo mese di agosto 2012.
Ciò alla luce del fatto che si era in attesa di essere convocati dal Sindaco di Matera per
avere ragguagli in merito ad una decisione, quella dei tagli appunto, che comunque non
si era condivisa e che non era stata nemmeno per tempo partecipata ai sindacati e alla
comunità tutta.
Nella precedente nota infatti il sindacato aveva fatto presente che decisioni così drastiche
avrebbero causato disagi alla cittadinanza e un disincentivo all’uso del mezzo pubblico in
una città in cui l’educazione all’utilizzo dei mezzi pubblici è completamente assente.
Inoltre si era fatto presente all’azienda che il ridimensionamento dell’attività, se fosse
limitato al mese di agosto, avrebbe potuto consentire alla stessa di fare smaltire ai
lavoratori il consistente monte ore ferie accumulate negli ultimi anni e non ancora fruite.
L’atteggiamento aziendale è stato di ignorare ogni possibile valutazione di strade
alternative e di procedere all’attivazione di una procedura (licenziamenti) incomprensibile e
fuori luogo.
Ciò è molto grave se si considera che, a breve, ci sarà lì’assegnazione del servizio di
TPU ad altra azienda : attivare la procedura di mobilità pregiudica la possibilità di passare
alle dipendenze della nuova azienda, aggiudicataria del servizio, a quei lavoratori che
verranno eventualmente dalla CASAM licenziati.
E’ intollerabile che in un contesto molto penalizzato, dal punto di vista dell’occupazione e
della sua tenuta, dalla crisi, ci si permetta di “giocare” col reddito, col lavoro e colla dignità
delle persone impegnate in questo appalto.
Quei 67 lavoratori hanno diritto a rimanere tutti, nessuno escluso, sull’appalto. E non può
la CASAM provocatoriamente mettere in una situazione di incertezza 67 persone che
sono oltre che lavoratori anche padri di famiglia dal cui reddito dipende la sopravvivenza di
quella famiglia.
Ricordiamo all’ azienda che ha il DOVERE di onorare il pagamento delle 14.me mensilità
e non può sottrarsi da tale obbligo, con argomentazioni inconsistenti e inaccettabili,
mettendo in difficoltà ben 67 lavoratori e le rispettive famiglie.
Si insiste pertanto nella necessità di avere un incontro urgente col Comune di
Matera e si chiede alla CASAM di ritirare immediatamente l’inopportuna procedura
di mobilità attività.
Matera,1 agosto 2012




























