La Regione Basilicata, Dipartimento Formazione e Lavoro, ha convocato in data odierna un incontro separato per l’esame congiunto relativo alla richiesta di Cassa Integrazione Guadagni in deroga dell’Azienda Sistemi Sospensioni S.p.A. (Gruppo Fiat), nonostante le segnalazioni scritte e verbali da parte della Fiom e della Cgil che contestavano le modalità utilizzate dalla Regione Basilicata per l’esame della richiesta aziendale.

L’Assessore Vincenzo Viti e la dirigente del dipartimento, Dott. Liliana Santoro, si sono assunti, con la convocazione dell’incontro separato, una gravissima responsabilità che può portare notevoli pregiudizi  nelle relazioni sindacali ed istituzionali tra Cgil, Fiom e Regione Basilicata.

La Cgil ha tenuto sempre un atteggiamento di grande responsabilità e correttezza per il ruolo istituzionale della Regione, e ciò ha portato in questi mesi a numerosi accordi nella nostra Regione.

La Cgil è firmataria di tutti gli accordi sugli ammortizzatori in deroga e la Regione Basilicata non può decidere in maniera unilaterale di assecondare le indicazioni aziendali sulle modalità di convocazione degli incontri per assumere decisioni importanti relative alla concessione degli ammortizzatori in deroga sul territorio regionale, che peraltro sono finanziati dallo Stato e dalla Regione.

Premesso che per la Cgil e per la Fiom non ci sono cause ostative per la concessione della cassa integrazione in deroga ai lavoratori della Sistemi Sospensioni S.p.A., al fine di evitare che un accordo separato possa avere ricadute negative per i lavoratori e per la stessa azienda, qualora fosse stato firmato, la Cgil ne chiede l’immediato annullamento con la riconvocazione di tutte le parti interessate, ivi comprese la Fiom Cgil per la firma di un nuovo accordo.

Sarebbe stato opportuno che la Regione Basilicata, in piena autonomia, invece  di mostrare di fatto condivisione delle posizioni Fiat, mentre ci sono sentenze di diversi tribunali che danno ragione alla Fiom in materia di rappresentatività sindacale, avesse convocato l’Azienda e tutte le organizzazioni sindacali, per sapere del futuro industriale e occupazionale del sito produttivo di Melfi, facendo pesare in maniera  adeguata il suo ruolo istituzionale.

Potenza, 31 luglio 2012