Si è consumato in questi giorni il grave Accordo separato firmato da FIM-UILM-UGL-FISMIC
e la Direzione della Magneti Marelli per la cessazione dell’attività dello stabilimento PCMA di
Pisticci, azienda del Gruppo Magneti Marelli ( FIAT ), azienda dell’Indotto FIAT, dopo che già
nel 2009 era stato fatto un accordo in Prefettura a Matera che avrebbe reso lo stabilimento più
competitivo.
La chiusura dello stabilimento e la diretta conseguenza dell’ormai defunto Piano Fabbrica
Italia, che in una logica di internazionalizzazione mascherata ( delocalizzazione produttiva fuori
dall’Italia ), vede cancellati ulteriori posti di lavoro in un area già a basso tasso di occupazione
quale la Basilicata, aprendo un pericoloso precedente contro il percorso che si sta avviando
con le Istituzioni Regionali e Nazionali per la difesa del settore dell’automotive in Italia, a
partire dall’Indotto e dalla FIAT-SATA in Basilicata lungo tutta la filiera della componentistica
che è allocata nel Mezzogiorno, per iniziare a pensare ad un progetto generale che guardi
ad un nuovo modello di mobilità ecosostenibile ( auto ecologica ) che possa vedere proprio
nella Basilicata un punto cruciale per sviluppare la ricerca e l’innovazione, in collaborazione
con le Università, per guardare a nuovi modelli di veicoli con materiali e motorizzazioni
ecocompatibili.
La FIOM-CGIL di Basilicata ritiene inaccettabile la logica attuata dall’Ad. della FIAT di mettere
in competizione i lavoratori ed i territori, ma ancor più grave che ciò avviene con la complicità
delle altre organizzazioni sindacali, che appropriandosi, contro le leggi e la Costituzione, di
un mandato conferitogli direttamente da FIAT pensano di distorcere la realtà sui diversi tavoli,
Istituzionali e sindacali, ignorando il fatto che senza un vero Piano industriale si rischia di
cancellare migliaia di posti di lavoro che non si recuperano con le “promesse di trasferimento”
in una fase di crisi che sta vedendo un aumento esponenziale della Cassa integrazione in
tutto il settore. Per queste ragioni bisogna impedire la chiusura dello stabilimento, riportando
la discussione ai tavoli negoziali Istituzionali compreso il Ministero dello sviluppo economico,
FIOM-CGIL di Basilicata – Via Bertazzoni,100 – 85100 Potenza
come richiesto anche dall’Assessorato alle Attività produttive senza cedere ai soliti ricatti.




























