Sabato 11 febbraio sarà la Giornata di mobilitazione nazionale per la campagna referendaria sui due quesiti sul lavoro proposti dalla Cgil. A un mese dalla sentenza della Consulta che ha dato il via libera ai Referendum su voucher e appalti, il sindacato di corso d'Italia ha organizzato 118 iniziative su tutto il territorio nazionale, per parlare dei quesiti e della legge di iniziativa popolare sulla Carta dei diritti universali del lavoro. “L'incardinamento della legge, a quanto ci è stato detto da tutti i gruppi parlamentari a cui abbiamo presentato nelle ultime settimane la Carta, è cosa fatta, è questione di giorni. L'esame della proposta di legge avverrà presto. E questo è un risultato straordinario”, ha detto Nino Baseotto, segretario confederale della Cgil ai microfoni di RadioArticolo1.
La questione sulla data dei referendum, invece, s'intreccia inevitabilmente con quella della legge elettorale e delle prossime elezioni politiche. La posizione della Cgil su questi punti è chiara. “Prima ci si occupa di lavoro, poi di una buona legge elettorale e infine si va alle urne – ha detto Baseotto -. Noi andiamo avanti, rimanendo convinti che la priorità per un Paese in cui la disoccupazione giovanile ha di nuovo superato soglia 40%, non sono le elezioni anticipate. Ma che ci si debba occupare attentamente e vigorosamente di lavoro. Per questo la nostra campagna s'intensificherà e siamo convinti che si arriverà a votare sui referendum in primavera. Per questo chiediamo al presidente Gentiloni di fissare presto la data del voto, perché è anche un modo per rafforzare la democrazia in Italia”.

Si parla molto, negli ultimi tempi, della possibilità che il Parlamento vari due leggi su voucher e appalti, che accolgano lettera e spirito dei due quesiti proposti dalla Cgil. “Noi non siamo referendari per forza – ha concluso il segretario confederale del sindacato di corso d'Italia- se il parlamento dovesse approvare due norme che rendano inutili i nostri referendum, noi saremo in piazza a festeggiare, perché sarebbe un nostro risultato. Ma attenzione, non per due leggi qualsiasi. Sugli appalti bisogna tornare alla normativa precedente che prevedeva piena responsabilità solidale del committente rispetto all'appaltante. Sui voucher, invece, si deve tornare ad avere una normativa che riguardi esclusivamente e rigidamente il lavoro occasionale, e bisogna dare a questo strumento la caratteristica di contratto di lavoro, con piena contribuzione salariale, previdenziale e assicurativa. Se non c'è questo c'è il referendum”.