Per la prima volta in Basilicata, si terrà il prossimo 23 giugno a Matera, una iniziativa dedicata ai lavoratori dello Spettacolo. La CGIL della Basilicata ha infatti deciso di aprire a questo settore, già sindacalmente attivo in altri territori, per cercare di organizzare questi lavoratori, dargli voce, entrare nel merito delle scelte politiche che influenzano la vita di artisti e addetti.
In realtà, ci siamo già spinti oltre. L’iniziativa di Matera è, infatti, una sorta di Stati Generali dello Spettacolo e della Cultura di tutto il Sud Italia. Attendiamo artisti, addetti e sindacalisti da Catania, da Palermo, da Reggio Calabria, da Bari, da Napoli, da Roma. E gli ospiti politici e istituzionali ci aiuteranno a fare il punto della situazione e ad immaginare un percorso.
Il meridione, anche in quest’ambito, ha purtroppo una corsia preferenziale negativa. Se si prendono, ad esempio, i dati sui Fondi del FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo, importante fonte di sostegno al settore, si nota che nel 2012, il Sud Italia porta a casa soltanto il 19% del totale delle risorse. E la Basilicata, è la terzultima tra le regioni italiane per quantità assegnata (circa 311.760 euro sul totale di 419.039.603 milioni di euro).
Eppure, la saletta della CGIL a Potenza, in occasione della prima assemblea che abbiamo fatto per incontrare questi lavoratori, era gremita: volti giovani, belli e voci appassionate, desiderose di partecipare e dire la propria. E ci hanno raccontato, quei lavoratori, di una realtà fatta di tanto impegno, studio, sacrificio, passione e difficoltà. Li abbiamo ascoltati con attenzione: attori, registi, musicisti. E abbiamo deciso assieme che valeva la pena provarci.
Provare cioè a fare rete, a dialogare con tutti i soggetti che orbitano attorno a questo complesso settore, per provare ad avanzare delle proposte. Innanzitutto, abbiamo convenuto su una cosa. La Basilicata è una delle poche regioni del Sud che ancora non ha una legge regionale del settore. Esiste una legge sulla cultura, datata al 1988, che ha fatto ormai il suo tempo.
Le proposte avanzate negli anni passati sono finite chiuse in un cassetto, probabilmente. E, in ogni caso, non è possibile non fare una legge che non venga fuori da una condivisione e da una discussione pubblica con tutti i soggetti coinvolti, se necessario anche istituendo un Forum permanente di dialogo.
Una legge che dovrebbe fare ordine, istituendo degli Albi di artisti e addetti, e distinguendo tra amatori e professionisti; questi ultimi, infatti, subiscono talvolta una concorrenza al ribasso he nuoce sia al rispetto delle regole che alla qualità delle cose fatte. Ugualmente, occorrerebbe introdurre criteri per l’erogazione dei contributi, evitando la distribuzione a pioggia o su basi relazionali e preferenziali che poco hanno a che fare col merito.
Inoltre: siamo proprio sicuri che i grandi eventi aiutino lo sviluppo del settore? Personalmente, ritengo sarebbe meglio favorire i piccoli operatori, soprattutto quelli che fanno produzione e lavorano sul territorio e con risorse del territorio, piuttosto che dirottare la gran parte delle risorse su grossi nomi e grossi eventi che però poco contribuiscono a far si che il settore possa diventare volano di crescita e occupazione. Perché, infatti, ritengo che questo sia il punto: l’arte, la cultura, lo spettacolo possono diventare portatori di benessere, crescita, ricchezza, per la Basilicata?
Se ci crediamo, allora è necessario sostenere chi da anni si impegna con sacrificio e mille difficoltà quotidiane. Come? Con una legge che riequilibri il sistema, ma anche con la creazione di un sistema di welfare locale, con il dialogo permanente, con il sostegno alla formazione vera, evitando contributi a pioggia o, peggio, il consolidarsi di baronie.
Noi vogliamo incoraggiare questi lavoratori a costruire assieme un percorso e un identità collettiva che, nel rispetto delle differenze e delle individualità di ciascuno, possa portare a fare della nostra regione, una terra di accoglienza e opportunità per lavoratori che hanno il delicato compito di raccontare, creare, insegnare, diffondere la Bellezza, la Cultura, la Storia.
E’ la Vita, insomma, la materia prima delle loro attività. E la nostra terra, sappiamo bene quanto ne abbia bisogno.