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“La CGIL a livello nazionale così come a livello locale, pur apprezzando i passi avanti fatti in materia di licenziamenti economici (modifica dell'articolo 18), ottenuti grazie alla mobilitazione dei lavoratori e della CGIL, ritiene che la mobilitazione debba proseguire, per modificare il disegno di legge sul mercato del lavoro, ancora ingiusto e sbagliato in molte sue parti”.
Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Generale della CGIL Basilicata. “In particolare è evidente che occorra migliorare ancora, anche tecnicamente, la norma proposta sui licenziamenti economici, garantendo che, in caso di insussistenza delle ragioni addotte dall'impresa, si debba (e non solo di possa) procedere alla reintegra. Inoltre è chiaro come la cosiddetta riforma degli ammortizzatori altro non sia che una riduzione delle tutele in atto. Non si estendono gli attuali ammortizzatori ai lavoratori precari (contratti a progetto, ecc.) che rimangono fuori dalla nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego e si penalizza il Sud (e quindi la Basilicata) in modo evidente, riducendo i periodi garantiti di indennità di mobilità dai 48 mesi attuali ai, massimo, 18 previsti dal ddl. Con effetto graduale già dal 2014, quando la crisi economica sarà ancora in atto.

Più in generale, si rischia l'esatto contrario di una “universalizzazione” degli ammortizzatori sociali con la creazione dei fondi di settore (per cui settori ed imprese ricche avranno ammortizzatori ricchi, e settori ed imprese povere avranno ammortizzatori poveri o, non avendo nulla, dovranno accedere al fondo sussidiario che però prevede di coprire al massimo 1/8 delle ore di lavoro perse). Tra incerto futuro sugli ammortizzatori in deroga (che per tante persone oggi in Basilicata rappresenta l'unica alternativa ad uno stato di povertà assoluta) e riduzione dei periodi di copertura dell'indennità di mobilità per le regioni meridionali, si pone quindi una seria ipoteca sul destino di migliaia di lavoratori ed imprese. Dentro un contesto dove, innalzata bruscamente l'età per accedere alla pensione, rischiamo di condannare un'intera generazione di lavoratori over 55 ad essere troppo vecchi per trovare un nuovo lavoro e troppo giovani per andare in pensione.Infine la proposta di legge in materia di riduzione della precarietà segna pericolosi passi indietro anche rispetto allo stesso testo presentato dal Governo in sede di Consiglio dei Ministri. In particolare le modifiche apportate sull'apprendistato, sui contratti a progetto, sul lavoro accessorio, sulle partite IVA rischiano di peggiorare ulteriormente la qualità occupazione in molti settori, dall'agricoltura al turismo, dai servizi alla stessa edilizia, di fatto legittimando una condizione di precarietà che a parole si voleva ridurre. Il tutto, è importante sottolineare, con un disegno chiaro ed esplicito volto ad applicare tutte le diverse norme della riforma al pubblico impiego e al settore della scuola, completando quel processo, avviato dal passato Governo, di svilimento di ogni funzione della contrattazione collettiva nei comparti pubblici”.

“Per queste ragioni, continua l'impegno della CGIL affinchè il Parlamento intervenga modificando il testo del disegno di legge, dando veramente ai giovani e alle donne una risposta alla loro condizione di precari o – peggio - di disoccupati, con più tutele e soprattutto con una chiara inversione di marcia. Il lavoro non si crea riducendo i diritti, ma con politiche industriali, con investimenti in formazione e ricerca, con lo sblocco delle opere pubbliche, con politiche anti cicliche che permettano a lavoratori e pensionati di avere un livello di reddito tale da poter riattivare i consumi interni. E alla domanda con quali risorse: rispondiamo andando a prenderle nell'evasione, nel tanto lavoro nero, facendo pagare chi si è arricchito e chi ha di più, non i soliti noti”.

“Per questo – conclude Genovesi – come CGIL Basilicata abbiamo in queste ore scritto ai deputati e senatori eletti nella nostra regione, ai tanti amministratori locali, perché facciano sentire la propria voce, impegnandosi nel modificare al meglio il testo del disegno di legge e facendo pressione su deputati e senatori. E per questo abbiamo confermato le diverse iniziative in campo a partire dallo sciopero generale del prossimo 17 Aprile nell'area di Lauria, Lagonegro e Senisese, con manifestazione presso l'area Cavallo di Lauria (svincolo Lauria Nord A/3 SA-RC, innesto Sinnica Km 0,1). E altre seguiranno nel mese di Aprile e Maggio, con volantinaggi presso i centri commerciali, nelle piazze e nei comuni e altre iniziative di mobilitazione”.