Un metodo di lavoro, collettivo e condiviso.
Come Segreteria Regionale siamo consapevoli che, viste anche le risorse disponibili, un forte protagonismo della CGIL della Basilicata - accanto al quotidiano e fondamentale lavoro di seguire le tante e complesse vertenze aziendali - sarà possibile solo attraverso lo sforzo comune di tutti, dirigenti delle strutture confederali (regionali e di comprensorio) e di categoria, responsabili delle Camere del Lavoro comunali, responsabili e operatori dei servizi, delegate e delegati.
Per questo, affermare la massima condivisione di informazioni ed elaborazioni favorendone poi la loro massima diffusione, lavorare, sinergicamente, per il massimo coinvolgimento di tutti, per definire posizioni comuni e soprattutto per attivare la mobilitazione degli iscritti e simpatizzanti non solo è giusto, ma necessario.
Con questo spirito, come Segreteria Regionale della CGIL, abbiamo proposto ai segretari generali territoriali e ai coordinatori regionali delle diverse strutture dell’organizzazione e poi - acquisiti suggerimenti e modifiche – proponiamo oggi ai compagni del Direttivo Regionale, un “Piano di Lavoro per il 2012” che intrecci i principali temi all’ordine del giorno.
Si dà così vita ad un modo di lavorare permanente e a dei veri e propri gruppi di lavoro, che dovranno assicurare continuità e sostegno all’elaborazione della Segreteria Regionale, incardinando, in questi gruppi di lavoro, i luoghi di elaborazione in dettaglio delle proposte e delle iniziative a sostegno di queste.
In particolare, fatte salve le rispettive autonomie di categoria e il normale coordinamento tra esse e la Confederazione, anche al fine di coinvolgere tutti i territori e le diverse strutture, proponiamo di costituire i seguenti gruppi di lavoro, che saranno sempre presieduti dalla Segreteria Regionale:
1) Gruppo “Politiche Attive del Lavoro”, con particolare attenzione al tema della lotta alla precarietà e al lavoro nero (composto da Filcams, Flai, Fillea, FP, Nidil, Fiom, CDLT di Potenza e di Matera);
2) Gruppo “Welfare”, con particolare attenzione al tema dell’assistenza sociale, dell’integrazione, della diffusione di conoscenza e della contrattazione sociale territoriale (composto dai responsabili dei Servizi CGIL, SPI, FP, FLC, Auser CDLT di Potenza e Matera);
3) Gruppo “Infrastrutture e reti”, con particolare attenzione al tema delle reti logistiche, dell’energia e della banda larga e ultra larga (composto da Filt, Fillea, Filtcem SLC, CDLT di Potenza e Matera);
4) Gruppo “Sviluppo industriale e specializzazione produttiva”, con particolare attenzione al tema della crescita dimensionale, dei contratti di rete, della contrattazione di sito, delle politiche industriali regionali e locali, della costituzione di poli tecnologici (composto da Fiom, Filtcem, Fisac, Flai, Fillea, Fisac, CDLT di Potenza e Matera);
5) Gruppo “Politiche ambientali e culturali”, con particolare attenzione al tema della salvaguardia e valorizzazione dei giacimenti ambientali e culturali (composto da Flai, SLC, FP, FLC, Auser, CDLT di Potenza e Matera).
Accanto a questi gruppi di lavoro riteniamo utile promuovere da subito, e poi con cadenza fissa (2 volte l’anno), un lavoro di confronto stabile tra le nostre categorie ed i responsabili dei servizi (INCA, Caaf, in prospettiva UVL, ecc.) al fine di mettere a fattor comune pratiche, informazioni, economie di scala proprio per realizzare quella necessaria sinergia che deve esserci tra tutela individuale e tutela collettiva.
Così come è nostra intenzione, ovviamente con il contributo delle categorie, organizzare alcuni momenti formativi/seminariali per i delegati e funzionari: a partire dalle nuove norme sulla previdenza, dopo le recenti riforme, e sui diversi sistemi di ammortizzatori sociali, con l’obiettivo di promuovere il primo seminario già nel mese di febbraio. Al riguardo il compagno Sandro Del Fattore, responsabile del dipartimento welfare e previdenza della CGIL nazionale, ha già dato una disponibilità per il 22 o il 29 Febbraio p.v.
Infine come Segreteria regionale riteniamo importante proseguire il lavoro già avviato, rafforzandolo, in relazione al tema delle “riforme istituzionali e semplificazione normativa”, con particolare riguardo alla riforma dello Statuto Regionale, al riassetto della governance territoriale e alla gestione associata delle funzioni amministrative dei comuni, coinvolgendo i compagni della Confederazione, della FP e più in generale delle categorie.
I gruppi di lavoro si riuniranno mediamente una volta al mese, fatte salve le esigenze che man mano si presenteranno (iniziative legislative regionali connesse a Obiettivo 2012, vertenze particolarmente significative, ecc.). Ovviamente con riferimento alle categorie sarà dovere dei responsabili regionali e territoriali assicurare la loro presenza o la presenza di una compagna o compagno in maniera stabile, così come, con riferimento alle 2 CDLT comprensoriali provinciali, sarà utile coinvolgere anche i compagni delle varie CDL comunali.
Ogni gruppo di lavoro si doterà di una propria mailing list e i materiali prodotti (le proposte, ecc.) saranno veicolati a tutti i gruppi di lavoro, al fine di garantire circolarità, coordinamento e condivisione.
Il Direttivo regionale sarà il luogo dove discutere, integrare, portare a sintesi, il lavoro dei diversi gruppi, non escludendo, una volta l’anno, di tenere un Direttivo regionale allargato ai Direttivi delle CDLT di Potenza e Matera, alle camere del lavoro comunali e alle delegate e delegati dei diversi settori e posti di lavoro, al fine anche di mettere in campo una comune campagna di tutte le categorie e delle 2 CDLT per il tesseramento alla CGIL.
Il “nostro Obiettivo 2012-2013”
L’iniziativa della CGIL Basilicata deve ovviamente porsi l’obiettivo di interagire, migliorare, spostare in avanti tanto le posizioni delle controparti quanto della Regione, sapendo che il Patto di Sistema “Obiettivo Basilicata 2012”, pur rappresentando un punto di partenza positivo, è anche esso terreno di iniziativa e di dialettica tra forze sociali, istituzioni, pubblica opinione: occorre quindi darci delle comuni priorità intorno a cui costruire un nostro protagonismo ed elaborazione.
Serve un vero e proprio “Piano per il lavoro delle donne e dei giovani lucani” che si basi su proposte nostre, con l’obiettivo di creare prima di tutto buon lavoro, cioè un lavoro stabile e garantito che valorizzi saperi e competenze e che contrasti l’alto grado di emigrazione dei nostri giovani. Un piano che tenga realmente conto della necessità di affermare la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro per le donne verso le quali vanno anche create reali condizioni per un’occupazione duratura, che assuma il terreno delle politiche attive e della formazione permanente in un senso più ampio, in una visione integrata con le politiche sociali ed i processi di inclusione.
Dieci proposte concrete per il nostro territorio che ruotino intorno a:
- green economy e riconversione ambientale delle città e dei comuni e delle produzioni industriali;
- messa in sicurezza del territorio, delle strutture pubbliche, dei piccoli borghi in fase di spopolamento;
- sviluppo dell’ecoturismo, dei distretti culturali, dei sistemi turistici;
- sviluppo delle reti di trasporto merci e delle reti di nuova generazione;
- creazioni di nuovi servizi sociali e di assistenza domiciliare e per una terza età attiva;
- lotta al lavoro nero e sommerso;
- politiche di accoglienza e di intermediazione culturale verso la sempre più numerosa comunità straniera;
- valorizzazione ed implementazione della ricerca pubblica e privata;
- rilancio dei sistemi di formazione professionali;
- valorizzazione della filiera agricola e agroindustriale e di quella meccanica ed estrattiva.
Titoli che dovranno essere declinati e approfonditi dal lavoro comune dei gruppi di lavoro e che dovranno vederci proporre, alla fine, una forte implementazione della filosofia alla base anche dell’Obiettivo Basilicata 2012: bene le diverse misure a sostegno del lavoro e delle imprese, bene gli interventi sui vari capitoli dal micro credito ai contratti di settore, ai fondi regionali di garanzia o per il Venture Capital, dai contratti di sviluppo a quelli di rete, ma
perché non prevedere premialità anche per quelle imprese, quelle esperienze che declinano più occupazione o più competitività secondo un modello di sviluppo economico, ambientale e sociale più innovativo,
più attento al futuro, alla coesione sociale?Su questo terreno occorrerà valorizzare e mettere a fattore comune – perché bene si inseriscono e sono tutte “frecce” al nostro arco – alcune attività e progetti già in campo: a partire dall’analisi avviata dalla CDLT di Matera sulle vecchie e nuove povertà nel materano (che dovrà diventare uno studio regionale), con proposte volte a tutelare veramente chi è in situazioni di disagio, rispetto ai tanti troppi furbi che sono poveri solo sulla carta. Così come il lavoro svolto dalla CDLT di Potenza sulla formazione di operatori sindacali (progetto Esculapio ed altri) fino all’importante (e prossimo alla presentazione) Secondo Rapporto sull’indotto Eni Val d’Agri.
Ovviamente sapendo che non si parte da zero e che, una volta elaborate le nostre proposte, esse dovranno diventare vero patrimonio diffuso delle compagne e dei compagni della CGIL e poi oggetto di confronto ed iniziativa verso i nostri diversi interlocutori, sindacali, datoriali, politici e istituzionali. E che dovremmo trovare i giusti equilibri e mediazioni. E che diversi atti sono stati già compiuti (a partire dalle proposte di legge o dalle leggi già emanate dalla Regione), in un lavoro che potrà dare frutti magari non nell’immediato, ma che ci farà tornare – se ci impegneremo tutti come CGIL - protagonisti della vita politica e sociale del territorio.
Soprattutto dovremmo fare delle nostre proposte, proposte aperte al contributo di tutti: delegate e delegati, ma anche intellettuali, mondo della cultura, delle professioni, della società civile. Porte e finestre aperte perché la CGIL sia sempre di più la “casa di tutti”.
E sapendo che occorre poi coerenza da parte di tutti i nostri interlocutori: non si può parlare di valorizzazione della ricerca e poi non assicurare un futuro certo alle alte professionalità di Agrobios, non si può parlare di valorizzazione delle risorse ambientali e della loro valenza anche economica e poi assistere al sistematico silenzio dell’ENI sui temi da noi sollevati, parlare di coesione sociale ed assistere al grave attacco portato ai diritti democratici dei lavoratori Fiat e dell’indotto, senza una reale mobilitazione di tutta la società civile.
Al riguardo alcune prime possibili declinazioni per l’anno 2012 del nostro “Piano per il Lavoro delle donne e dei giovani lucani” potrebbero essere:
1) Una campagna della CGIL Basilicata contro il lavoro nero. Una campagna diffusa che porti all’elaborazione di una nostra proposta di legge popolare su cui chiamare tutti a sostenerla e che, anche sulla scorta delle migliori esperienze già diffuse in Italia e in Europa, ci permetta di integrare e migliorare l’attuale disegno di legge regionale, recentemente presentato e che riteniamo insufficiente sotto molti punti di vista. Al riguardo come Segreteria Regionale proporremo al gruppo di lavoro specifico un testo su cui iniziare a lavorare già nei giorni successivi al Direttivo. Una campagna che quindi possa partire già nelle prossime settimane.
2) Una campagna per la “Basilicata: terra di accoglienza ed integrazione”. Occorre fare della difesa del nostro welfare e del suo potenziamento rivolto all’integrazione delle comunità straniere un tema intorno a cui declinare le nostre iniziative di contrattazione sociale, perché il futuro dei nostri paesi, dei nostri territori sarà un futuro multietnico e multiculturale. In continuità anche con le migliori esperienze già portate avanti, insieme all’associazionismo, ai movimenti, alla società civile, la CGIL deve diventare la casa di tutti i deboli, degli sfruttati, partendo da chi è scappato prima di tutto dalla fame, dalle guerre, dalla miseria. Sapendo che su questo terreno si può declinare, anche in forme nuove, il tema dell’assistenza alle persone più anziane, creare reti di welfare locale in grado di dare occupazione e abbattere diffidenze e paure che la crisi economica fa aumentare, non diminuire.
3) Una grande iniziativa, magari da baricentrare a Matera, sulla “Cultura, motore di sviluppo”. La valorizzazione dei patrimoni artistici e culturali necessità della creazione di un vero e proprio “sistema” che tenga insieme tutela dei patrimoni e creazione di indotti permanenti per un terziario ricco e diffuso che scommetta sull’unicità di quanto può offrire la nostra Regione.
In conclusione
Siamo consapevoli che questo possa sembrare a molti un programma ambizioso, soprattutto perché non collocato nel vuoto, ma, in un momento di forte difficoltà del Paese, con un’interlocuzione con il Governo Monti tutta da capire su dove ci porterà, a partire dall’imminente discussione su crescita e mercato del lavoro e per le mille emergenze che quotidianamente riempiono la giornata di tutti noi (senza dimenticare scadenze nazionali importanti come le elezioni RSU nel pubblico impiego, ecc.) , questo programma è stimolante e propositivo rispetto al nostro ruolo di tutela e proposta.
Come Segreteria Regionale, proponiamo a noi stessi prima di tutto, e a tutta la CGIL, alle sue strutture e alle sue categorie, questo programma di lavoro, per il biennio 2012/2013, che sia, prima di ogni cosa, foriero di un nostro modo nuovo di lavorare e indichi obiettivi e priorità da condividere tutti insieme.
Peccando, forse, di ottimismo, ma con l’ambizione giusta che ognuno di noi deve avere, perché siamo la grande CGIL e il lavorare tanto non ci ha mai spaventato.