In questi giorni è stato firmato il decreto ministeriale attuativo che salvaguarda altri 55mila esodati, che si aggiungono agli altri 65mila individuati dal decreto “1 giugno 2012”.
Possono produrre l’istanza alcune categorie di esodati, come ad esempio: ex lavoratori in mobilità, prosecutori volontari, lavoratori con accordo di esodo incentivato, ecc, che possiedono determinati requisiti e che avrebbero percepito la pensione nel 2013/2014.La CGIL e il rappresentante del gruppo degli esodati Angelo Pace, invitano tutti i lavoratori e le lavoratrici interessati a rivolgersi all’inca-cgil per consulenze, chiarimenti, verifica dei requisiti e istruzione delle istanze, che Entro 120 giorni dalla pubblicazione sulla G.U. bisogna produrre istanza alla Direzione Territoriale del avoro (DTL) competente se si vuole andare in pensione con le regole precedenti la riforma Fornero.
Secondo le stime di Angelo Pace, in Basilicata, centinaie sono le famiglie che resterebbero nella platea degli esclusi dalla possibilità di poter andare in pensione con le vecchie regole.
La cgil e il gruppo degli esodati Basilicata erano a Roma, davanti al parlamento il 9/12/2012. Il presidio sindacale( presenti fra gli altri Susanna Camusso Segretaria Generale e Vera Lamonica segretaria nazionale cgil), era stato organizzato per sollecitare l’approvazione del disegno di legge n.5103 precedentemente approvato all’unanimita’ nella commissione lavoro della camera.
Tale norma se approvata salverebbe circa l’80% delle persone interessate.
Vera Lamonica partecipante all’incontro con la commissione lavoro ha comunicato ai presenti il rischio,poi verificatosi fondato, della bocciatura della ragioneria per l'eccessivo costo pari a 35 miliardi di euro, importo contestato da Damiano della commissione lavoro, secondo il quale il costo ammonterebbe a 5 miliardi di euro. Potrebbero trovare una mediazione che superi tale ostacolo finanziario eliminando la possibilità anche per gli uomini di accedere alla pensione con il sistema contributivo avendo 35 anni di contributi e 58 anni di età.
Ricordiamo che ciò comporterebbe una riduzione dell'importo pensionistico di circa il 30-40%.
La Segreteria provinciale di Potenza esprime soddisfazione per queste ulteriori famiglie salvaguardate, ma allo stesso tempo sottolinea l’esigenza di salvaguardare tutte le altre 270.000 famiglie in Italia che rischiano, ricordiamolo, di restare senza reddito e senza pensione.
La Cgil auspica non solo l'approvazione della legge n. 5103, ma che siano salvaguardate tutte le 270.000 famiglie che altrimenti resterebbero senza reddito e senza pensione.